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Intorno a Sant’Agata

Sabato 31 gennaio alle 17, nell’edicola votiva di Sant’Agata (via Plebiscito 780–782) presentazione del restauro dell'icona della Santa voluto dalle devote e dai devoti

Sabato 31 gennaio alle 17, nell’edicola votiva di Sant’Agata, in via Plebiscito 780–782 (angolo con via S. Bambino), si svolge "Intorno a Sant'Agata", presentazione dei lavori di restauro dell'icona della Santa voluto dalle devote e dai devoti, iniziato il 4 novembre scorso. Seguirà un momento di aggregazione religiosa e di preghiera a cura del sacerdote Salvatore Interlando, con un omaggio musicale dei Lautari e Klostès.

La presentazione dei lavori di restauro dell’icona non rappresenta soltanto la conclusione di un intervento di ripristino, ma la restituzione pubblica di un percorso collettivo: un esempio concreto di come un bisogno popolare e culturale, intenso e radicato, possa incontrare l’impegno di una realtà come quella di Officine Culturali e tradursi in un’azione condivisa di cura del patrimonio, capace di rafforzare legami, identità e senso di comunità.

Il restauro dell’icona di Sant’Agata è il risultato di un percorso collettivo nato da una raccolta firme promossa dalla comunità di fedeli che da anni si prende cura dell’edicola: le devote e i devoti hanno così reso evidente l’urgenza di intervenire su un bene che custodisce memoria, identità e senso di appartenenza del quartiere “Antico Corso”. A questa richiesta collettiva Officine Culturali ha subito risposto, dando vita a un percorso condiviso tra cittadinanza attiva e istituzioni. Il progetto è stato reso possibile grazie all’immediata disponibilità del Policlinico “G. Rodolico – San Marco”, proprietario dell’immobile, all’autorizzazione e alla preziosa collaborazione della Soprintendenza dei Beni Culturali di Catania (con l’attuale soprintendente dott. Maurizio Auteri e con incaricato alla sorveglianza la funzionaria storica dell’arte Roberta Carchiolo), in un dialogo che ha riconosciuto il valore culturale, sociale e devozionale dell’edicola votiva e della comunità che la anima quotidianamente.

Il restauro è stato affidato alla dott.ssa Lina Lizzio, coordinatrice tecnica dell’intervento, e alla dott.ssa Elisabetta Gregorio, restauratrice, professioniste impegnate nella tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, e diretto dall’arch. Santa Privitera. Officine Culturali si è fatta carico dell’intervento come gesto di riconoscenza e restituzione verso il quartiere che la accoglie da sedici anni: un impegno concreto per ridare nuova vita a un bene comune, che rappresenta una forte connotazione culturale e simbolica per questa piccola ma intensa “comunità di patrimonio”. Una richiesta nata dal basso, che ha trovato un primo momento pubblico nel gennaio 2025, quando il progetto di restauro è stato ufficialmente presentato alla cittadinanza.

Importante, nei mesi di novembre e dicembre, è stato il dialogo scientifico e umano con il Dipartimento di Fisica e Astronomia “Ettore Majorana” dell’Università di Catania. Grazie alla disponibilità della prof.ssa Anna Gueli, del prof. Giuseppe Stella, del prof. Salvatore Gallo, del prof. Giuseppe Politi e della dott.ssa Sara Galvagno, l’icona è stata sottoposta a una serie di analisi diagnostiche avanzate, finalizzate allo studio della tecnica esecutiva e all’identificazione dei materiali costitutivi, elementi indispensabili per orientare un restauro rispettoso e consapevole. Un approccio interdisciplinare che ha saputo coniugare competenza tecnica e profonda attenzione al valore simbolico e devozionale dell’opera. Fondamentale è stata l’attenta e informata accoglienza del restauro, presso la propria sede, del Dipartimento di Scienze Umanistiche dell’ Università di Catania.

Fin dall’inizio, il restauro è stato concepito come un’operazione pubblica e partecipata, capace di rendere visibili e condivisibili le diverse fasi del lavoro. Per questo motivo, l’intervento non si è svolto in un laboratorio chiuso, ma presso SpaziOfficine, la sala didattica affidata alla gestione di Officine Culturali in via Biblioteca n. 15. In questi spazi, ogni venerdì pomeriggio, le devote e i devoti hanno potuto assistere liberamente alle fasi del restauro, dialogare con le restauratrici e avvicinarsi alle tecniche di conservazione e recupero, rafforzando ulteriormente il legame tra l’icona e la comunità che lo riconosce come parte integrante della loro quotidianità.

(31 gennaio 2026)

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