Lunedì 21 Gennaio alle 18,30 nell' Aula 75 (Benedettini) sarà proiettato il film Così ridevano di Gianni Amelio, nell'ambito della rassegna cinetografica Antieroi, organizzata dalla facoltà di Lettere e filosofia.
Così ridevano (Italia, 1998). In sei giornate su un arco di sette anni, dal 1958 al 1964 (Arrivi, Inganni, Soldi, Lettere, Sangue, Famiglie), il tormentato e appassionato rapporto tra due fratelli siciliani. Giovanni raggiunge a Torino il minore Pietro per aiutarlo e spronarlo a prendere l'agognato diploma di maestro. Pietro contraccambierà l'amore ossessivo di Giovanni, addossandosi un delitto da lui commesso. Fa da tela di fondo la grande ondata di immigrazione che in quegli anni avvenne nella città della Fiat. Il lungometraggio di G. Amelio chiude, secondo la critica, un'ideale trilogia (Il ladro di bambini, 1992; Lamerica, 1994). Leone d'oro a Venezia 1998, clamoroso insuccesso di pubblico e, in parte, di critica. L'amore fraterno, argomento di tanti film, non era mai stato raccontato, in modi così accesi. In filigrana vi si può leggere il rapporto tra padri e figli (adulti e adolescenti), leitmotiv del cinema di Amelio. Nel finale sconsolato è ancora una volta il "minore" che dà una lezione di vita. E' un film faticoso, inquietante, di un pessimismo disperato che fa male. "Di tutti e tre, è il film che si riferisce di più all'oggi, nella sua spietatezza... Siamo tutti circondati da tanti Giovanni. Questa è la disperazione: non vedere di fronte a te nessuna speranza di cambiamento" (G. Amelio). A esaltare Torino, trasformata in tanti set cinematografici, c'è la straordinaria fotografia di Luca Bigazzi in Super35 sgranata, dura, dai rapporti fortemente contrastati di luce, giocata sui neri profondi, tranne che nell'ultimo capitolo. Altrettanto riconoscibile e alta è la cifra musicale di Franco Piersanti.
(21 gennaio 2008)