Divas atto secondo: riprende la rassegna dedicata all’ascolto delle voci provenienti dall’universo musicale femminile. Il sipario si riapre e sulla scena appaiono tre donne, figure leggere, presenze fragili, quasi evanescenti. Giungono da luoghi differenti, ma parlano un unico linguaggio, quello dei sentimenti, delle emozioni profonde che non lasciano spazio all’ insidia delle banalità. Suonano musica che va dritta al cuore. Lo fanno perlustrando con grazia severa i legni, le corde, i tasti dei propri strumenti. Musica evocativa, sfuggente alle classificazioni, a tratti indeterminabile. Ballate piene di calore e melodia, suoni fluttuanti, che indugiano nell’aria, composizioni vibranti di luce interiore. La rassegna, prodotta dal Circolo Mercati Generali con il sostegno dell'Assessorato ad Beni Culturali della Regione Sicilia, e la consulenza artistica di Massimo Blandini, inizia venerdì 28 marzo alle 23 ai Mercati Generali, con il concerto live di Justine Electra.
"Divas" prosegue mercoledì 9 aprile alla Cappella Bonajuto con la cantautrice Marissa Nadler, e si conclude giovedi 24 Aprile alla Sala Alan Lomax con l'autrice francese Colleen, che incide per la prestigiosa etichetta "Leaf".
Justine Electra è una ragazza australiana nata a Melbourne. Si trasferisce a Berlino e dopo avere fatto la dj in vari locali, comincia a scrivere alcuni brani per artisti emergenti come Tarwater ed i tipi della Sonar Kollektiv. Nel 2007 Justine pubblica per l'etichetta inglese City Slang il suo primo album Soft rock: Sperimentalismo (ci si trovano balalaike, arpe cinesi, pacemaker, matite e righelli, tutto è buono perché suoni), acustica lieve e vaporosa, ombre scure lunghe lunghe, strascichi folk e voce venata di rivoli di blues.
Quello che colpisce nelle canzoni raccolte dentro l'emozionante debutto sono le affascinanti atmosfere sospese tra un suono folk style, piccole serenate d'amore sulle quali si muove sinuosa una voce dai toni sommessi eppure intimamente potenti.
Il canto non è l'unica freccia all'arco della bella Justine, che vanta collezioni di strumenti e di stili armonici da combinare e amalgamare ad arte: perciò nessuno si sorprenda se le tipiche balalaika russe sono usate per incorniciare rumori e sintonie radiofoniche oppure l'arpa cinese con il battito di un pacemaker di seconda mano o - ancora - un piano classico con lo strusciare di un temperino sulla matita... E' quello che Miss Electra chiama "sperimentalismo familiare e profondamente umano, per fare musica che possa essere accessibile a ogni tipo di personalità".
(28 marzo 2008)