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Classica&Dintorni | Il demone meschino

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Giovedì 20 marzo (Castello Ursino) prima siciliana dell’opera del compositore Nicola Piovani

Nicola Piovani
Debutta giovedì 20 marzo al Castello Ursino, prima assoluta siciliana, Il demone meschino, un viaggio letterario-musicale che il maestro Nicola Piovani ha cucito addosso a un cast tutto femminile composto dall’attrice Mariella Lo Giudice e dal Velke Trio (Valentina Caiolo, violino; Elena Sciamarelli, violoncello; Ketty Teriaca, pianoforte).

L’appuntamento è per le 19 e l’ingresso è gratuito. Si tratta del secondo appuntamento di Classica&Dintorni, il Festival Internazionale di musica da Camera promosso a Catania all’Associazione Darshan e sostenuto dagli assessorati regionali ai Beni Culturali e al Turismo e dall’assessorato comunale alla Cultura.

“Il demone meschino – quattro tempi in prosa e musica”, prende spunto dall’omonimo romanzo scritto nel 1892 dal russo Fëdor Sologub: il protagonista, Peredonov, è un insegnante viscido e meschino di una piccola città di provincia che in un eccesso di furore taglierà la gola ad un falegname.

Di scena è la vita di provincia, tema comune a molta letteratura satirico-sociale e cupa allegoria della vita: anche qui l’inesorabile presenza del male che inquina e sconfigge ogni manifestazione di bontà e purezza. Nella squallida malvagità di Peredonov e del suo demone, sembra concludersi la romanticistica vicenda dei più famosi “demoni”del XIX secolo russo dagli eroi di Lermontov a certi personaggi di Dostoevskij.

Ed è proprio Peredonov, personaggio al quale il compositore Nicola Piovani non vorrebbe assomigliare, ad ispirarlo nella composizione di questo formidabile trio per violino, violoncello e pianoforte (1997) dedicato alla memoria di Fedele D’Amico.

Dalla partitura de Il demone meschino emerge dunque un altro volto di Piovani, compositore amato dal grande pubblico per le oramai popolarissime colonne sonore cinematografiche: una per tutte quella dell’oscar “La vita è bella” di Benigni. Musicista poliedrico, Piovani, capace di confrontarsi col repertorio più importante della musica cosiddetta da concerto, musica “colta” dove rimane comunque inconfondibile il suo stile e la sua comprovata preparazione (ricordiamo infatti gli studi di composizione con il musicista greco Manos Hadjidakis).

(20 marzo 2008)

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