Con i sei seminari e i quattro concerti dedicati alla storia del teatro d’opera e della musica strumentale, proposti dalla facoltà di Scienze della Formazione dell’Università di Catania con il titolo La Città in musica, si avvia un importante progetto di “educazione musicale e di formazione”.
Il progetto, promosso dalla preside della Facoltà, prof.ssa Febronia Elia e dai docenti Antonella Criscione, Silvana Raffaele e Roberto Tufano, ha trovato un’ideale sinergia con l’Istituto Musicale Vincenzo Bellini di Catania, grazie alla piena disponibilità del suo direttore, prof. Carmelo Giudice e alla collaborazione dei docenti Carmelo Crinò, Dario Miozzi e Giuseppe Romeo.
Attraverso le informazioni ricevute sulla storia dell’opera e della musica strumentale considerate nell’arco di tre secoli (dall’inizio del Seicento a tutto l’Ottocento per l’opera; dal barocco al primo romanticismo per la musica strumentale), integrate con l’ascolto di brani, registrati e ‘dal vivo’, ad esse correlati, i giovani studenti di Catania e della provincia etnea verranno posti in condizione di avviare e in molti casi di rafforzare criticamente le proprie conoscenze in campo musicale.
I seminari avranno luogo nella sede della Facoltà di Scienze della Formazione, in via Ofelia, a partire da sabato 29 marzo (ore 10). I quattro incontri dedicati al teatro d’opera dalle origini al primo romanticismo saranno curati dal prof. Francesco Attardi, noto direttore d’orchestra e docente al Dams di Messina e all’Accademia Internazionale di Musica di Milano, mentre i due seminari dedicati alla musica strumentale dal periodo barocco al classicismo viennese verranno svolti dal prof. Dario Miozzi, docente all’Istituto Musicale Vincenzo Bellini e alla Facoltà di Scienze della Formazione.
I concerti, coordinati dall’Istituto Musicale Vincenzo Bellini, si terranno in date che verranno comunicate prossimamente e saranno introdotti dai due docenti.
Tali manifestazioni sono anche inserite nell’ambito della programmazione di “Musica in primavera”, il prestigioso contenitore di eventi musicali promosso dai “Circuiti culturali” dell’Università di Catania, a conferma della qualità artistico-culturale della proposta e del valore delle sue finalità divulgative e didattiche.
Con i dieci incontri de “La Città in musica” si intende inoltre dare un forte e motivato segnale in favore di un’inversione di tendenza rispetto all’attuale stato di sofferenza della musica in Italia, sollecitando nel contempo la partecipazione attiva e dinamica dell’intera comunità culturale della città e, in particolare, dei giovani.
Dalla tragedia greca all’opera lirica, utopia di un’opera d’arte totale
a cura di Francesco Attardi
È noto come lo studio della Musica nel sistema scolastico italiano abbia cronicamente sofferto di un certo isolamento. Il fatto che nel nostro Paese essa sia stata una disciplina marginale nel panorama culturale non ha permesso quel rigoglioso confronto intellettuale e scientifico del mondo scolastico con la ricerca accademica in campo musicale.
I seminari proposti dal Maestro Attardi, Direttore d’Orchestra e Storico della Musica, mirano a corroborare l'interesse degli studenti in questo senso, appellandosi nel contempo ai colleghi di diverse discipline delle Scienze della Formazione e delle Scienze umane, perché in questa presa di coscienza essi svolgano una funzione maieutica e catalizzatrice: per questo motivo il tema dei seminari parte significativamente dal mondo greco.
Presso i Greci la musica rivestiva un’importanza primaria nella vita sociale e religiosa. Per Pitagora, Aristotele e Platone l’educazione musicale era fondamentale nella formazione dell’uomo e del cittadino. La tragedia greca intesa come fusione di tutte le arti era alla base nella costituzione del tessuto sociale della polis. Così il melodramma nei tempi moderni, nato nel Seicento dall’illusione di ricreare la tragedia antica, s’irradierà dall’Italia, formando i gusti, le tendenze e i costumi dei pubblici europei.
I quattro incontri a cura di Francesco Attardi, storico della musica e direttore d’orchestra, metteranno in evidenza le analogie e le divergenze fra i due tipi di spettacolo, l’antico e il moderno, partendo dal mito di Orfeo e dalla tragédie-lyrique francese, e arrivando, attraverso Gluck, Cherubini e Bellini, fino al teatro di Wagner, il cui modello fu ispirato dalla tragedia, intesa come opera d’arte totale.
Negli incontri, oltre ad ascolti che vanno dalle antiche musiche greche sino ai capolavori del dramma musicale, verranno proiettati brani da film (ad esempio la Medea di Pasolini, del 1969) e da opere allestite nei teatri greci e romani, come la celebra edizione di Norma con la Caballé nel teatro romano di Orange (1976). Uno o più concerti correderanno il ciclo degli incontri.
Il programma
29 marzo
La nascita della tragedia greca nello studio di un filosofo d’eccezione, Friedrich Nieztsche: l’apollineo e il dionisiaco.
Dalla tragedia all’opera barocca. Il ”recitar cantando” dei primi fiorentini e Claudio Monteverdi.
19 aprile
La “tragédie” francese: Corneille, Racine, Lulli e Rameau. La riforma neoclassica di Gluck e il teatro di Mozart.
10 maggio
Cherubini, Spontini, Rossini e Bellini: dal neoclassicismo al romanticismo.
24 maggio
Richard Wagner e l’opera d’arte totale.
I quattro seminari si svolgeranno nell’aula magna della Facoltà di Scienze della Formazione (Via Ofelia) dalle 10 alle 13
(29 marzo 2008)