Martedì 22 aprile alle 21 al Palazzo Bruca (Museo del Giocattolo - via Vittorio Emanuele, 201) si terrà un recital di poesie e musiche dal titolo Aspettando i Barbari, nell'ambito delle giornate dedicate alla cultura polacca a Catania - primavera 2008: Słoń a sprawa polska. L’elefante e la questione polacca. La rassegna è promossa dall' Istituto Polacco di Roma e Leggerete, in collaborazione con l' Associazione Musicale Etnea e il Centro Culture Contemporanee Zo.
Le poesie sono di Konstandinos Kavafis e Zbigniew Herbert. Il libretto e le versioni in lingua italiana sono di Giovanni Pampiglione, voce recitante. Marco Scolastra, al pianoforte, eseguirà musiche di Satie, Bartok, Ginastera, Chopin.
Si tratta di un recital poetico musicale che fa incontrare i versi di due tra i maggiori poeti del 900: Konstandinos Kavafis e Zbigniew Herbert, di cui si celebra quest’anno il decennale dalla morte. Uno greco di Alessandria d’Egitto, l’altro polacco di Leopoli… ma entrambi accomunati dell’amore per il mito e il Mediterraneo.
Giovanni Pampiglione circa 20 anni fa presenta a Roma, e per la prima volta in Italia, il poeta polacco Zbigniew Herbert. Il “Sig. Cogito”, alter ego del poeta, everyman del XX secolo era il titolo del recital. In una recensione entusiasta, su "Paese Sera" Cordelli, scrive: “Pampiglione esce vittorioso da ogni confronto, a causa della sua singolarità e a causa del suo farci sentire contemporanei: quella secchezza, quella bruschezza, quegli staccati. Le parole hanno di nuovo il loro peso.”
Pampiglione formatosi teatralmente e culturalmente in Polonia, allievo del grande poeta e maestro siciliano Angelo M. Ripellino all’università di Roma, è sempre rimasto fedele alla sua radice polacca. Qualche anno fa, vivendo a Parigi, legge le poesie di Kavafis nelle versioni francesi di MargueriteYourcenar e ne subisce il fascino, così come di certo lo aveva subito il giovane Herbert, nato quando Kavafis terminava la propria esistenza.
Pampiglione scopre così un loro mondo comune, che nella mitologica cornice del Mediterraneo, si popola degli stessi personaggi e si anima con le stesse figure, storie, allusioni, sogni, metafore.
Nasce così Aspettando i barbari, incontro a posteriori tra due poeti, un padre ed un figlio, che nella vita non si incontrarono, ma lo fanno, qui, ora, in nostra presenza. Importante l’incontro di Pampiglione con il pianista classico Marco Scolastra, che diacronicamte, fa dialogare la grande poesia con le musiche ora leggere, ora drammatiche, ora sensuali di Satie, Bartok, Ginastera e Chopin.
(22 aprile 2008)