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Le macchine sonore| Orchestra di Piazza Vittorio

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Sabato 26 luglio all'anfiteatro di Tremestieri Etneo il mix musicale cosmopolita dell'Orchestra di Piazza Vittorio chiude la rassegna "Le macchine sonore"

Sabato 26 luglio alle 21 sul palco dello splendido anfiteatro di Tremestieri Etneo, all'interno della rassegna Le macchine sonore organizzata da Catania Jazz, chiude la stagione la macchina più cosmopolita, più variopinta e più numerosa della rassegna: l'Orchestra di Piazza Vittorio, un progetto italiano che riunisce in un mix musicale unico con 11 musicisti provenienti da ogni angolo del mondo.

Formazione:
Houcine Ataa (Tunisia):
voce

Peppe D’Argenzio (Italia): sax baritono, clarinetto basso
Evandro Cesar Dos Reis (Brasile): voce, chitarra classica, cavaquinho;  Omar Lopez Valle (Cuba): tromba, flicorno
Awalys Ernesto “El Kiri” Lopez Maturell (Cuba): batteria, congas, mani, piedi
e cori
John Maida (Stati Uniti): violino
Eszter Nagypal (Ungheria): violoncello
Gaia Orsoni (Italia): viola
Carlos Paz (Ecuador): voce, flauti andini
Pino Pecorelli (Italia): contrabasso, basso elettrico
Raul “Cuervo” Scebba (Argentina): marimba, glockenspiel, congas, percussioni varie
El Hadji “Pap” Yeri Samb (Senegal): voce, djembe, dumdum, sabar, shaker
“Kaw” Dialy Mady Sissoko (Senegal): voce, kora, piede
Giuseppe Smaldino (Italia): corno
Ziad Trabelsi (Tunisia): oud, voce
Mario Tronco (Italia): direttore artistico, piano fender

La storia parte dal quartiere Esquilino, a Roma. Un quartiere che ruota intorno a una piazza dal cuore romano e tanti colori in più: Piazza Vittorio, luogo di passaggio e di convivenza per tante razze, la sua atmosfera ha ispirato Mario Tronco nell’idea che in tanti avrebbero voluto avere e che solo lui, sostenuto dalla tenacia di Agostino Ferrente e di tutta l'associazione Apollo 11, ha avuto il coraggio di mettere in pratica: L’Orchestra di Piazza Vittorio. Tanti musicisti differenti tra loro per origini, strumenti, esperienze. Tutti insieme appassionatamente in un’Orchestra che suona e reinventa la musica del mondo con una nuova energia, quella che il pubblico si scopre addosso dopo ogni concerto.

Adesso l’Orchestra è famosa in Italia e all’estero, ma nel 2002, anno di nascita, tutto era più difficile e trovare spazio nel mondo della musica e sostegno economico per poter suonare era un’impresa. Quella che non è cambiata è la voglia di fare musica e di divertirsi insieme a chi ascolta e sa ascoltare quanto c’è di bello nel nuovo suono del mondo.

Agostino Ferrente realizza nel 2006 il documentario L'Orchestra di Piazza Vittorio, che racconta la storia di questa inconsueta formazione musicale. Il documentario esce in alcune sale cinematografiche italiane e viene presentato con grande successo al Festival di Locarno e al Tribeca Film Festival di New York, vincendo nel 2007 il Nastro d'Argento come migliore documentario. Naturalmente l’Orchestra non si ferma qui e dopo i grandi successi raccolti grazie anche al film dedicatogli, continua a sorprendere con nuovi progetti musicali.

(26 luglio 2008)

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