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Fuoricircuito | Delius, song of summer

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Mercoledì 13 Maggio alle 21 al Centro Zo, proseguono gli appuntamenti del cineclub organizzato in collaborazione con Lettere

Mercoledì 13 Maggio alle 21, al Centro Culture Contemporanee Zo, per la sesta stagione diFuoricircuito - il cineclub del Centro Culture Contemporanee Zo, realizzato con il sostegno e la collaborazione della facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Catania - sarà proiettato Delius, song of summer di Ken Russell (Uk, 1968, inglese, 72', sott. italiani) in collaborazione con l'Associazione Musicale Etnea.

Ken Russell, oltre i circa 20 lungometraggi realizzati, ha diretto quasi 50 film per la televisione, molti dei quali non più trasmessi dai tempi della loro messa in onda originaria. Inoltre, solo di alcuni di questi è rimasta traccia nelle cronache. Normalmente, a parte Elgar e Song of summer, i suoi lavori per la televisione sono considerati come una sorta di sottoprodotto cinematografico, interessanti giusto per curiosità. Nonostante questo, Russell ha affermato in più di una occasione che considera i suoi migliori film per la televisione buoni almeno quanto quelli per il cinema, se non migliori. In un'intervista al suo biografo John Baxter, Russell ha sostenuto che se avesse avuto la certezza che i suoi film per la televisione fossero stati visti più frequentemente nelle televisioni di tutto il mondo, probabilmente non avrebbe pensato di dedicarsi alla realizzazione di film per il circuito cinematografico.
Certamente l'importanza di Russell per la televisione inglese è innegabile. Nel suo primo decennio (1959-1970) rivoluzionò praticamente da solo il documentario televisivo, riabilitò il lavoro di figure di spicco della cultura (Sir Edward Elgar fu largamente ignorato fino alla morte, nel 1934) e creò per la BBC delle fortunate serie dedicate alle arti, come Monitor e Omnibus e, più tardi, il South Bank Show con alcuni dei suoi più coloriti e controversi programmi. Se i suoi successivi lavori per la televisione (1978-2002) hanno avuto un impatto minore, questo dipende anche dal fatto che Russell aveva già spinto il medium ai suoi estremi. 

Tra il 1966 e il 1970, Russell realizzò cinque importanti documentari relativi al compositore francese George Delerue (Don't shoot the composer), la danzatrice Isadora Duncan (Isadora), la confraternita dei Preraffaelliti (Dante's Inferno), gli ultimi anni del compositore Frederick Delius (Song of summer) e una deliberatamente grottesca caricatura della vita e del lavoro di Richard Strauss (Dance of the seven veils), la cui burrascosa accoglienza portò Russell a decidere di lasciare la BBC perché questa non aveva difeso adeguatamente il suo lavoro. Nella sua vasta filmografia, Russell ha dimostrato sempre un forte interesse per la musica e i suoi compositori. Oltre i titoli già citati, occorre ricordare i suoi film su Mahler, Liszt, Čajkovskij, Debussy, Prokofev, Bartòk. 

Song of summer, realizzato nel 1968 per il programma Omnibus, è più che un film su Frederick Delius: è un ritratto vivido e tocante di come il 22enne Eric Fenby lavorò con il compositore cieco e paralizzato: una sfida e un risultato senza precedenti nella storia della musica. Attraverso un processo lento e doloroso di dettatura emersero, tra gli altri lavori, la magnifica Songs of Farewell, il poema orchestrale Song of summer (dal quale il film prende il titolo) e la terza Sonata per violino. Un altro momento straziante è quello in cui Fenby assiste il morente Delius durante le tre settimane in cui la mogllie Jelka fu assente perché ricoverata in ospedale. Una direzione di grande capacità descrittiva accompagnata da performance attoriali straordinarie.

Russell inizialmente aveva pensato di realizzare un film su Delius concentrandosi sul suo soggiorno giovanile in Florida e aveva cercato di girare una sequenza primaverile di tono impressionista in cui una giovane donna nuda doveva entrare in un lago. Purtroppo piovve per cinque giorni e così la troupe fu costretta ad abbandonare il set e l'idea. Fu solo quando lesse il libro di Fenby Delius come l'ho conosciuto io (pubblicato nel 1936 e poi nuovamente nel 1966) che Russell decise di basare su quel resoconto il suo film.

Sebbene Song of summer venga a volte riportato come documentario, il suo limitato uso della narrativa stinge tuttavia nei toni del dramma. La grande capacità di Russell non è tanto nel lavoro con la cinepresa, quanto nelle immagini che ha creato e, ancor di più, nella straordinaria fusione di immagini e musica. 

 


(13 maggio 2009)

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