Domenica 26 luglio alle 21 all'Anfiteatro "Le Ciminiere" la band turca
Baba Zula si esibirà nel tour musicale dal titolo Sommersault in the Coffin, per la VI° edizione di Etnafest 2009, la rassegna organizzata dalla Provincia di Catania.
I rapporti con il cinema e il teatro sono una costante del lavoro di Baba Zula, che ha realizzato diverse colonne sonore per film e piece teatrali. Le collaborazioni per cui la band è più nota in Europa sono tuttavia quelle con musicisti "occidentali", come il celebre mago del dub Mad Professor, londinese di origini giamaicane, che ha prodotto i loro due ultimi dischi "PsychoBelly Dance Music" e l'appena uscito "Belly Double". O altri due rinomati musicisti giamaicani come Sly Dunbar e Robbie Shakespeare, entrambi presenti sul loro ultimo disco, con il quale la fusione creativa di ritmi e sonorità reggae e tradizione orientale si è ulteriormente spinta in avanti, facendo coniare per loro l'etichetta di "oriental dub". A un suono "progressivo" e al tempo stesso "viscerale" si accompagnano spesso dei testi politicamente espliciti, tanto che ben cinque canzoni del loro ultimo disco sono state proibite dalla radio e dalla televisione nazionale turca, fra le quali "galiba hamileyim (penso di essere incinta)" e "özgür ruh (free spirit)". Il loro impegno sociale è anche testimoniato dall'esser stato scelto come gruppo di apertura per il concerto di Manu Chao all"Efen Pilsen Summer Festival", una manifestazione che porta ogni anno ad Istanbul, di fronte a decine di migliaia di spettatori alcune star occidentali (Moby, Chemical Brothers) assieme ad artisti locali.
Una delle ultime collaborazioni, nata durante la realizzazione del film "Crossing the Bridge", è quella con Alexander Hacke, bassista dei berlinesi Einstürzende Neubauten, che ha suonato anch'egli nel loro ultimo disco. Il rapporto fra Baba Zula e la Germania è peraltro molto forte. Sono stati spesso paragonati ai mitici "Can", gli inventori del Krautrock che nei primi anni Sessanta mescolavano rock e avanguardia e diverse influenze musicali etniche, frutto della collaborazione con musicisti di diverse nazionalità. Il canale televisivo francotedesco ARTE ha inoltre invitato Baba Zula lo scorso anno per una speciale trasmissione dedicata alla nuova scena musicale di Istanbul, ancora prima che il film di Fatih Akin li rendesse ancora più popolari. Il gruppo arrriva in Italia per una tournèe nella quale non mancheranno le "psicodanzatrici del ventre" che animano i loro show, e che si preannuncia unico e di forte impatto sonoro e visivo.
(26 luglio 2009)