Lunedi 21 settembre alle 21 al Teatro Romano di Catania, Micha van Hoecke firma una delle più interessanti produzioni del cartellone del Bellini Festival. Si tratta di Baccanti, nuovo lavoro ispirato alla tragedia di Euripide, che ha debuttato lo scorso luglio al Ravenna Festival.
Lo spettacolo è coprodotto dalla Fondazione Ravenna Manifestazioni, dal Festival Teatro dei Due Mari di Tindari, in collaborazione con Associazione Ensemble e Armunia, con il contributo della Regione Siciliana, dipartimento dei Beni culturali, ambientali ed educazione permanente e dell’architettura e dell’arte contemporanea.
Affacciandosi ad uno dei più importanti testi teatrali di tutti i tempi, il coreografo (ma anche danzatore, regista, attore...) belga di origine russa affonda le mani nel mito di Dioniso e in quello delle folli donne, le Menadi, che liberando il corpo e la mente prendevano parte ai riti orgiastici in suo onore. E di nuovo non sarà semplice danza, ma teatro vero e proprio, capace di abbracciare e assorbire in sé canto, parola, musica, gesto mossi alla ricerca del senso più profondo dell'espressione artistica. Lo conferma la presenza sul palcoscenico, accanto allo "storico" Ensemble di Micha, di due grandi attrici, Pamela Villoresi e Chiara Muti, alla quale si deve anche l'elaborazione drammaturgica del testo.
Nelle Baccanti la narrazione del mito si svolge nella cruda e straziante lucidità dei flashback di Agave (Chiara Muti), la madre dolorosa che inconsapevole preda del delirio dionisiaco ha ucciso il figlio Penteo. È inseguendo i fili della sua memoria e attraverso il suo racconto che lo spettatore scopre il compiersi della vendetta di Dioniso, ed è nel suo animo straziato che si raccolgono le voci di tutti i personaggi feriti dalla malvagia e irresistibile malìa del dio. Un dio la cui crudeltà non conosce limiti: Dioniso (Pamela Villoresi), che si fa uomo, e che sa anche essere infinitamente dolce, come il "suo" vino che dalla leggerezza può condurre all'estasi dell'innamoramento fino all'oscuramento della volontà, nettare ma anche veleno. Per bocca di Agave risuonano anche le parole del figlio ucciso, che come Dioniso si fa anche messaggero di sé: sono loro, vittima e carnefice, i testimoni di una storia che si rivela universale ed eterna.
«Virilità e femminilità sono mescolati, a volte qui e altrove – sottolinea van Hoecke - Dioniso ci fa viaggiare, è di passaggio, è straniero? È autoctono? È dappertutto. Il dio oltraggiato per non essere riconosciuto come figlio di Zeus arriva a Tebe, patria della madre Semele, per vendicarla. La sua irruzione nelle città disturba il potere e trasforma le abitudini, il rigetto al suo culto è portatore di malore e morte, ma è anche il dio della natura, del vino, del teatro e della danza. "Da tempo Zeus mio padre aveva messo i sigilli sul vostro destino… perché ritardare l'ineluttabile?" Come un poema sinfonico e visivo riviviamo il percorso di Agave, invasata da Dioniso, attraverso il quale le musiche di Wagner, dell'Asia, della Grecia, compenetrano in una dimensione spirituale e religiosa dell'opera per conferire al rito un significato di trascendenza e anelito all'infinito.»
Chiara Muti dopo la formazione accademica alla scuola d'arte drammatica Paolo Grassi e al Piccolo di Milano con Giorgio Strehler, ha intrapreso una carriera che l'ha portata ad interpretare ruoli importanti sia nell'ambito del teatro di prosa che in quello del teatro musicale per registi come Franco Però, Maurizio Scaparro, Gigi Dall'Aglio, Angelo Longoni, Valter Malosti..., per istituzioni prestigiose (dall'Opera di Roma al Festival di Spoleto, dal Ravenna Festival a, più recentemente, il Festival di Montpellier). In ambito cinematografico ha lavorato con Giulio Base, Pupi Avati, Ruggero Cappuccio e Franco Battiato.
Pamela Villoresi partita dal Teatro Studio di Prato e approdata al Piccolo Teatro di Milano e al Teatro d'Europa per un lungo sodalizio artistico con Giorgio Strehler, è uno dei nomi più noti del panorama teatrale italiano; di lei si ricordano - tra le altre - le interpretazioni del teatro goldoniano come quelle delle più importanti eroine del teatro antico, a fianco di attori come Vittorio Gassman e Nino Manfredi. Tra i suoi amori Cecov, del quale ha interpretato Nina ne Il gabbiano, con la regia di Marco Bellocchio e Isaac B. Singer, del quale ha firmato la sua terza regia con il testo Teibele e il suo demone. Pamela Villoresi arriva a Ravenna dopo il suo debutto al Festival dei Due Mondi di Spoleto in Appuntamento a Londra di Mario Vargas Llosa.
Alla coreografia e regia di Micha van Heocke si affiancano i costumi di Marella Ferrera, i quadri che animano la scena dell'artista Gianpaolo Berto, l'impianto scenico di Renzo Milan e le luci di Bruno Ciulli.
I biglietti per “Baccanti” sono disponibili al Box Office - tel 095 7225340
(21 settembre 2009)