Giovedì 26 novembre alle 21 al Centro Culture Zo proseguirà la rassegna nazionale itinerante di cinema del reale dal titolo L’Italia che non si vede, a cura dell' Officina culturale South Media. Si tratta di film-documentari e di fiction, selezionati dai migliori festival cinematografici italiani, che da novembre 2009 a gennaio 2010 verranno proiettati in 30 circoli Ucca (Unione Circoli Cinematografici Arci) sparsi in tutta la penisola, da Aosta a Catania.
Sono film con stili e trame diversissimi, su argomenti “scomodi” (migranti, razzismo, precarietà, cultura e informazione, scuola, viaggio in Italia, ecc.), che aiutano a conoscere e a conoscersi, in un periodo in cui la crisi economica e sociale spinge a ripiegarsi su stessi, a rifugiarsi nell’individualismo, a non riconoscersi più come parte di una comunità.
E’ il cinema della realtà, che avvicinandoci e mostrandoci senza giudizi precostituiti le cose e i fenomeni di una società che ci appare sempre più frequentemente caotica, insensata, incomprensibile, ci fornisce le chiavi di lettura per riconoscerla, comprenderla, cambiarla. L'Italia che non si vede è anche un tentativo di raccontare storie diverse, visioni oblique del contemporaneo, frame concettuali alternativi al Pensiero Unico, un tentativo di produrre uno spazio di confronto approfondito sulla realtà del nostro Paese.
Il film in programma è Il colore delle parole, di Marco Simon Puccioni (Italia, 70'). E' la storia di quattro amici, musicisti, mediatori culturali e scrittori africani, tutti in Italia da oltre trent’anni, che si battono per i diritti degli immigrati nel Paese, ma anche per far conoscere la loro cultura agli italiani. Sono i primi anni settanta quando arrivano a Roma Teodoro, Steve, Martin e Justin, inviati dalle famiglie o dai governi per studiare in Italia e prepararsi a divenire la classe dirigente dei loro Paesi. In Italia vivono l’amicizia, gli amori, le lotte politiche e decidono di restare. Giocano a calcio, mettono in piedi un gruppo musicale poi ognuno prende la sua strada, si sposano, alcuni con donne italiane, comprano casa, hanno dei figli, ma ancora non hanno la cittadinanza italiana. Nel corso degli anni vedono cambiare il loro nome: da studenti a vu cumprà, da extracomunitari a immigrati. La loro storia diviene una parabola sull'integrazione e sul diritto all'emigrazione narrata a un paese che con il passare degli anni si è scoperto più intollerante.
Il documentario ripercorre la storia italiana degli ultimi trent'anni: dall'assassinio di Aldo Moro a quello del giovane rifugiato Jerry Masslo, dalla Legge Martelli al Pacchetto Sicurezza, vista attraverso la memoria storica dei quattro testimoni privilegiati. Si ha così anche la possibilità di leggere la storia di un Paese indifferente ma benpensante, che procede a passo di gambero nel prendere coscienza del fenomeno immigrazione. Se, difatti, è vero che nessuno sa vedere un paese come chi lo osserva con occhi da straniero, allora il documentario ha il valore non comune di rappresentare un importante controcampo al clima dominante di paura e di razzismo morbido fomentato dalla maggioranza dei media italiani.
Ingresso con abbonamento riservato ai soci. Abbonamento alla rassegna, comprensivo di tessera Arci 2010: € 20.
Per ulteriori informazioni sulla rassegna www.southmedia.it - eventi@southmedia.it
(26 novembre 2009)