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L’Italia che non si vede | Il passaggio della linea

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Giovedì 17 dicembre alle 21 al Centro Zo prosegue rassegna nazionale itinerante di cinema del reale, a cura di South Media

Giovedì 17 dicembre alle 21 al Centro Culture Zo proseguirà la rassegna nazionale itinerante di cinema del reale dal titolo L’Italia che non si vede, a cura dell' Officina culturale South Media. Si tratta di film-documentari e di fiction, selezionati dai migliori festival cinematografici italiani, che da novembre 2009 a gennaio 2010 verranno proiettati in 30 circoli Ucca (Unione Circoli Cinematografici Arci) sparsi in tutta la penisola, da Aosta a Catania.

Il film in programma è Il passaggio della linea, di Pietro Marcello (Italia 2007, 60').  I treni espressi a lunga percorrenza ogni notte attraversano l'Italia da nord a sud, e viceversa, e sono da tempo abbandonati a un destino di lento ma inesorabile degrado. "Il passaggio della linea" è un viaggio attraverso l'Italia a bordo di uno di questi treni dove si mescolano dialetti e lingue diverse. I passeggeri, infatti, sono per lo più pendolari in viaggio verso il nord, giovani, stranieri, impiegati in lavori precari in giro per l'Italia. Ognuno di loro porta con sé la sua storia, mentre fuori dai finestrini sporchi e appannati scorrono paesaggi diversi, alcuni segnati dolorosamente dall'intervento dell'uomo altri ancora intatti e di una bellezza abbagliante. Lungo l'intero tragitto le vite dei passeggeri sembrano sospese per un tempo illimitato, scandito solamente dai cambiamenti della luce che filtra dai finestrini e illumina i volti stanchi. Fra gli altri, sul treno, la macchina da presa inquadra un uomo vecchissimo, il novantenne Arturo. Seduto nello scompartimento, sembra guardare il paesaggio ma in realtà i suoi occhi vanno molto più lontano accarezzando i ricordi della sua intera esistenza. Arturo è stato un europeista, il suo passato è stato fitto di impegni civili e politici, ha sempre cercato di rendersi autonomo e libero da ogni convenzione sociale e culturale. Arturo non lascerà mai più il treno, è quella ora la sua casa. Egli è un viaggiatore per passione che tutti i giorni percorre la tratta Bolzano-Roma e viceversa, senza alcun motivo utile che non sia il puro piacere di muoversi, di spostarsi. “La gente” afferma Arturo “va dove ama stare: qualcuno ama andare in Chiesa, io amo i treni”.
Il film, candidato al “David di Donatello” nel 2008 come miglior documentario, ha partecipato a molti festival ottenendo importanti riconoscimenti tra cui: la menzione speciale alla 66a mostra d’arte cinematografica di Venezia e il premio Casa Rossa al 26o Bellaria Film Festival.

Ingresso con abbonamento riservato ai soci. Abbonamento alla rassegna, comprensivo di tessera Arci 2010: € 20.
Per ulteriori informazioni sulla rassegna www.southmedia.it - eventi@southmedia.it

(17 dicembre 2009)

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