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Kino Kultur | Fremdsein in Deutschland

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Lunedì 16 aprile alle 20 in via Grotte Bianche 7, proiezione del film in lingua tedesca sottotitolato in italiano "La sposa turca"

La sposa turca

Lunedì 16 aprile alle 20 in via Grotte Bianche 7, proiezione del terzo film in lingua tedesca con sottotitoli in italiano La sposa turca, per la rassegna  Kino Kultur - Fremdsein in Deutschland, organizzata dall'Associazione Culturale Italo Tedesca e la Comunità Evangelica Luterana - Centro Culturale Bruno Herding di Catania.  La cosa che unisce di più Cahit e Sibel, i due personaggi di questo film, è la disperazione, la paura di vedersi passare la vita davanti senza mai essere riusciti ad assecondare la loro natura o le loro frivolezze. Essere completamente se stessi è già di solito molto difficile, ma per due ragazzi di origine turca emigrati in Germania che hanno un carattere a dir poco ribelle, può risultare quasi impossibile. Lei, Sibel, è una giovane e bella ragazza che più volte ha tentato il suicidio per cercare di allontanarsi da una famiglia severa e fanaticamente osservante delle tradizioni religiose, mentre Cahit è un trentenne col vizio dell'alcol, dei locali notturni e della vita sbandata, che non fa che pensare di togliersi la vita e mettere così fine alla sua depressione. I due si conoscono per caso e Sibel come prima cosa gli chiede se sarebbe disposto a sposarla, senza impegni affettivi s'intende, ma solo per liberarla dalla prigionia in cui i suoi la costringono. Lui accetta il patto senza pensarci troppo e senza sospettare minimamente di come la convivenza sarà in grado di cambiare un rapporto e di come l'amore per una donna possa esasperare certi comportamenti e portarli all'estremo... I minuti iniziali de "La sposa turca" sembrano preannunciare il solito doloroso film sulla difficoltà di integrazione sociale di immigrati (di solito di religione musulmana) che non riescono per varie ed ovvie ragioni a scrollarsi di dosso le proprie origini, e per questo sono pronti a commettere anche gesti estremi. La durezza delle immagini ed il modo brutale con cui il regista tedesco di origine turca Fatih Akin cerca di catapultarlo nel difficile contesto dei protagonisti, da subito disorientano non poco lo spettatore. C'è però da dire che con il passare del tempo quella sensazione di stordimento si attenua ed il film rallenta notevolmente i ritmi; tutto assume man mano una straordinaria emotività, si ha come la strana sensazione di avere di fronte un uomo e una donna che si tormentano e inseguono a vicenda ma le cui strade si incroceranno troppo tardi e mai fino in fondo. Una storia d'amore intensa e fuori da qualsiasi clichè, due attori spavaldi ed intriganti con due facce non bellissime ma estremamente convincenti ed espressive, che rispecchiano perfettamente quel che i loro personaggi vivono in fondo all'anima e che con la sapiente mano del regista hanno raccontato e vissuto per noi un piccolo grande dramma. Una storia fatta di atmosfere cupe e squallide, della triste realtà fatta di solitudini e degrado in cui molti immigrati vivono ogni giorno e cercano con fatica di costruire qualcosa di importante per il loro futuro fuggendo dalle proprie radici e dalla propria identità. Ed è a questo che alla fine si avrà la sensazione di aver assistito, alla fine: ad una lunga fuga da ciò che i due erano, ad una trasformazione dolorosa, sofferta ma forse necessaria per vivere in un mondo che non accetta diversità di alcun genere. Vincitore dell'Orso d'oro alla 54esima edizione del Festival di Berlino, "La sposa turca" è un film senza pretese, fatto con passione, girato con classe e dedicato ad un pubblico cinematograficamente maturo che abbia voglia di emozionarsi e recepire, non solo di guardare.



Per ulteriori informazioni contattare l'Associazione Culturale Italo -Tedesca, via Duca degli Abruzzi, 30 Scala C - c/o Trovato
tel / fax. 095/7167547 e-mail: acitcatania@yahoo.it


 

(16 aprile 2007)

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