Mercoledì 17 febbraio alle 19:30 al Centro Culture Contemporanee Zo (Sala Grigia) (piazzale Asia, 6) si conclude con Extra Doc: speciale cinema del reale il primo ciclo de L'Italia che non si vede - rassegna nazionale di cinema del reale - promossa a Catania dall’ Officina Culturale South Media (UCCA), iniziata l’11 novembre 2009 con la proiezione de “Io, la mia famiglia rom e Woody Allen” della giovanissima Laura Halilovic.
Extra Doc propone una lunga maratona di documentari d’autore, con film che affrontano, con sguardi obliqui e in modo originale, diversi temi d’attualità del nostro paese: Di me cosa ne sai (2009), di Valerio Jalongo, Corde (2009), di Marcello Sannino, 211: Anna (2008), di Paolo Serbandini e Giovanna Massimetti, Luciernaga (2009), di Carlota Coronado, Circolare notturna (2007), di Paolo Carboni.
Con Di me cosa ne sai, (menzione speciale della giuria Fedic alla 66a mostra internazionale del cinema di Venezia), iniziato come un’appassionata indagine sul cinema italiano che fino agli anni Settanta dominava la scena internazionale, assistiamo ad un docu-drama che alterna testimonianze dei protagonisti di quegli anni a frammenti di vita culturale e politica degli ultimi trent’anni, ad un diario di viaggio che racconta l’Italia da nord a sud, l’Italia delle sale cinematografiche e dei ragazzini teledipendenti, di Berlusconi e di Fellini, dei centri commerciali e dei grandi registi europei, dei proiezionisti girovaghi, e dei direttori di telegiornale.
Corde, (premio speciale della giuria per la sezione “Italiana Doc” e menzione speciale UCCA al 27° Torino Film Festival), racconta la storia di un giovane pugile, Ciro, un ragazzo mite che pratica uno sport di sfida cruenta e che aggredisce le difficoltà della vita con tenerezza e silenziosa tenacia, da campione leale. I silenzi, il respiro, i corpi, i ring, le urla dei tifosi-bambini. Quello di Ciro è un vero atto di resistenza alla condizione di solitudine in cui ci si può trovare quando si ricevono responsabilità premature e si vive in uno Stato che non ti conosce e non ti riconosce. Il mondo del film è Napoli, è la palestra “NapoliBoxe” di Lino Silvestri, figlio di Geppino, il maestro di tanti campioni: quartiere Avvocata, alle spalle della piazza di Montesanto, dietro il parco dei Ventaglieri, una palestra ricavata tra le mura di una cava, sotto un promontorio di tufo. Qui Ciro si scontra con la vita da quando aveva tredici anni ed in lui la fisicità e la tecnica si contrappongono, e a volte si mescolano con il carattere di un ragazzo che diventa uomo.
La giornalista russa Anna Politkovskaya fu assassinata nell’ascensore del suo palazzo, a Mosca per aver avuto il coraggio di opporsi al governo rivelando gli orrori commessi dai soldai russi in Cecenia. Un numero e un nome danno il titolo al documentario: 211 sono stati i giornalisti assassinati dalla caduta dell’impero sovietico e la duecentundicesima vittima è stata proprio lei. 211: Anna, (Premio Ilaria Alpi 2009 e nomination come miglior documentario al David di Donatello 2009), ripercorre con immagini e testimonianze inedite tutta la carriera di questa straordinaria donna, dagli inizi, accanto al marito,giornalista e conduttore di uno dei primi programmi “liberi” dell’era Gorbaciov, agli articoli sulla Novaja Gazeta. Non è solo la storia di una vita appassionante ma è anche la chiave per conoscere uno dei grandi misteri contemporanei: la Russia dell’era di Putin.
Le trasformazioni private e collettive dell'Italia di oggi, tra migrazioni e mutamenti sociali sono invece il punto focale di Hanna e Violka (premio Open Eyes al 15° MedFestival) e mostra la storia di Hanna Korszla, tra le moltissime (1.700.000) badanti presenti in Italia. Lei vive in Salento insieme a Gina e Antonio, un anziano ultraottantenne malato di Alzheimer di cui si occupa costantemente. Violka è sua figlia, diciannovenne senza lavoro, che sostituendo la madre nella cura di 'Ntoni diventa badante-bambina e fa i conti con un soggiorno che non si rivela essere proprio una “vacanza”.
Luciernaga (Premio miglior Film di fiction, Obiettivi sul lavoro 2009) è il racconto, in undici minuti, di un solo e sfortunato colloquio di lavoro. Storie di vita, seppur assai diverse, anche quelle che incontriamo in Circolare notturna (premio miglior film documentario al concorso UCCA Obiettivi sul lavoro 2008), viaggio inusuale in una città di provincia, Cagliari, in compagnia di cinque personaggi: il tassista Mario, il pensionato ora pescatore Efisio, il rottamatore Cenzino, il PR Marcello e il manovale Vittorio, che vivono realtà diametralmente opposte ma sono accomunati da alcuni elementi: la stessa città, la stessa notte, un lavoro inventato e abusivo. Mario è privo di licenza: deve arrangiarsi come può per trovare clienti che pesca soprattutto fra le prostitute e gli irregolari che preferiscono un abusivo come lui a un tassista in regola. Il suo sogno sarebbe quello di arrivare a normalizzare la propria situazione. Efisio, invece, gira anche lui nella notte per scovare tra i cassonetti gli oggetti buttati via che, ripuliti, lui rivende, magari agli stessi che li hanno gettati, come "modernariato". Marcello vive di notte per organizzare le serate in discoteca: una agendina fittissima di nomi, tante telefonate, tanti rapporti che finiscono quando finisce la notte e una concorrenza spietata. Efisio, pescatore di frodo per necessità, racconta come abbia dovuto per vivere lavorare per trent'anni in Rumianca, l'industria chimica che ha inquinato gli stagni intorno a Cagliari dove viveva e prosperava il pesce. Vittorio, il manovale, ha un sogno: quello di poter vivere con la propria musica e fare il bluesman a tempo pieno.
Info: officina culturale South Media tel. e fax: 095 570536 - mob.: 347 2721515
(17 febbraio 2010)