Giovedì 19 alle 21,15 al Centro Zo per la stagione 2006/2007 dell'Associazione Musicale Etnea, si terrà un concerto dei Dounia, gruppo nato nel 1996 dall'unione di quattro musicisti provenienti da varie esperienze artistiche. Il loro intento risalta già dalle prime apparizioni in pubblico: la voglia di esplorare ulteriormente il panorama della world music. Incentrando il loro progetto musicale sulla base di un set acustico, i Dounia fondono la singolare vocalità mediorientale di Faisal Taher ad un'inedita miscela di melodie, armonie, ritmi e suoni provenienti da ogni parte del mondo, affidando così ad ogni singolo strumento la prerogativa di esprimere, attraverso il proprio timbro, il fascino e le suggestioni del mondo dal quale proviene e al quale si rifà, per tradizione ed evoluzione. Il risultato supera ogni forma di contaminazione per creare il loro piccolo mondo dove, in un intreccio sonoro decisamente scarno, ogni nota, ogni suono, anche il più piccolo, acquista un valore fondamentale. Ne nasce così motivo di suggestione, fascino e suggerimento per l'ascoltatore, cui è lasciato uno spazio d'ascolto aperto e interattivo: lo spazio dell'immaginazione. Dopo l'esordio discografico con il cd "New World" (Altrosud/il manifesto/Officina 2001), i Dounia continuano il loro percorso musicale e artistico, già delineato con evidenza in questa opera prima, con una serie di concerti in Italia e all'estero. Anche nei "live" le scelte intraprese dal gruppo sono di chiara risolutezza, così com'è nel loro intento. Tutto ciò, oltre a dare vita ad una performance densa e suggestiva, - uno spettacolo ricco, costituito da vari mondi musicali nei quali il gruppo si addentra e dai quali trae linfa vitale, - pone anche i presupposti per una musica sempre più propensa ad instaurare un rapporto esclusivo di fruizione e d'interazione con ogni singolo ascoltatore. I Dounia propongono un concerto di brani inediti contenuti in "New World", nel nuovo cd "Monkey" ed altri appartenenti alla tradizione mediorientale rielaborati e arrangiati secondo lo stile personale del gruppo. Hanno partecipato con successo a numerosi festival nazionali ed internazionali, tra i più recenti il Rossini Opera Festival 2002 a Pesaro, il Womad 2001 a Reading in Inghilterra, il 2° World Music Festival di Belo Horizonte in Brasile ed il Womad 2000 a Palermo. I Dounia sono composti da: Faisal Taher, voce; Vincenzo Gangi chitarra/voce; Riccardo Gerbino percussioni; Giovanni Arena contrabbasso. Questo nuovo lavoro, dal titolo "Quelli che bruciano la frontiera", unisce le musiche dei Dounia alle parole poetiche di Moncef Ghachem e di Biagio Guerrera, qui presente in veste di autore oltre che di traduttore e voce recitante. "Quelli che bruciano la frontiera" è la traduzione di harraga, termine che in arabo designa i migranti clandestini, quelli che attraversano il Mediterraneo su scafi vecchi e stracarichi alla ricerca di fortuna sulle coste europee e che troppo spesso ci annegano in quel mare. Biagio Guerrera, nato a Catania, si occupa attivamente di scrittura, musica, e performance. Ha studiato con Michiko Hirayama (canto) e Mani Blandini (performance). Già tra fondatori del collettivo artistico Famiglia Sfuggita, con il quale dal 1989 al 1994 ha partecipato a numerosi festival in Italia e all'estero, successivamente si dedica a performance tra letteratura e musica. Attualmente è presidente dell'Associazione Musicale Etnea, membro del comitato di redazione casa editrice Mesogea. Da tre anni cura per Etnafest con Giovanni Miraglia e Angelo Scandurra il Festival Internazionale di poesia Voci del Mondo. Moncef Ghachem è nato nel 1946 a Mahdia (Tunisia) in una famiglia di pescatori, ha seguito una brillante carriera di studente che lo ha portato da Mahdia a Sousse, Tunisi e Parigi. Giornalista e scrittore è tornato a vivere in Tunisia nel 1981; risiede a Sidi Bou Said. È il cantore del mare e dell'antica tradizione marinara mediterraneo-tunisina. Considerato uno dei poeti più intensi della sua generazione, autore di articoli, saggi, poesie in antologie, nel 1991 ha vinto il Premio Internazionale Mirabilia per la poesia francofona. Nel 2006, a Parigi, ha ottenuto la menzione speciale del premio internazionale di poesia francofona Léopold Sédar Senghor per l'insieme della sua opera. Le sue opere sono state tradotte in italiano, inglese, tedesco, greco e arabo.
(19 aprile 2007)