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Note di Primavera | Fratelli Mancuso

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Lunedì 28 marzo alle 21, al Centro Culturale Zo di Catania, serata inaugurale della rassegna "Classica & Dintorni"
La locandina

Lunedì 28 marzo alle 21, al Centro Culturale Zo di Catania, si esibiranno in concerto i Fratelli Mancuso con Elena Sciamarelli (violoncello) e Ketty Teriaca (pianoforte), per la serata inaugurale di Classica & Dintorni, il Festival Internazionale di Musica da Camera.

(…) le loro voci antiche parlano al cuore ancestrale che è in ognuno di noi e ci portano in quel non-luogo che conosciamo bene, a tutte le età e a tutte le latitudini (…) (Daniela Gangale, Il Giornale della Musica)

 Un fremito contemporaneo, firmato da Marco Betta e pensato per pianoforte e violoncello, attraverserà la musica antica dei Fratelli Mancuso. E’ affidato alle due icone internazionali della musica tradizionale siciliana, infatti, l’avvio della nona edizione del festival che, organizzato dall’Associazione Culturale Darshan, in attesa della consueta stagione concertistica - in programma il prossimo autunno – propone da lunedì 28 marzo a mercoledì 27 aprile Note di Primavera, una mini rassegna di cinque serate con musicisti e piccoli ensemble italiani e stranieri di varia estrazione: dalla classica al jazz, dall’etno all’avanguardia.

Con Enzo e Lorenzo Mancuso, poeti, compositori e musicisti che da anni si esibiscono con celebri formazioni classiche e jazzistiche e con solisti d’eccezione come Stefano Bollani, Enrico Rava, Mario Venuti e Antonella Ruggiero, per “Note di Primavera” saranno per la prima volta la pianista Ketty Teriaca, direttore artistico di Classica & Dintorni, e la violoncellista Elena Sciamarelli. Sul leggio le partiture del compositore palermitano Marco Betta dove la trama vocale e polistrumentale dei Mancuso s’intreccia con grappoli di accordi al piano e la melodia grave e melanconica del violoncello. Due le tappe siciliane dell’inedito quartetto: Messina, domenica 27 marzo, e Catania, lunedì 28 al Centro Zo.

In programma le più celebri ballate del repertorio dei due fratelli di Sutera, il paese natìo in provincia di Caltanissetta abbandonato negli anni Settanta per i sobborghi di Londra dove i Mancuso sono stati per un decennio operai metalmeccanici col pallino della musica tradizionale siciliana: canti e cunti, strumenti di ieri che, quasi ibernati nei ricordi d’infanzia dei due fratelli, rivivono intatti nelle performance dei Mancuso giunte fino a noi e riproposte di recente in un apprezzatissimo concerto al Teatro Argentina di Roma.

Al Centro Zo si ascolteranno i brani storici del repertorio dei Mancuso – scritturati in questi anni per il teatro da Emma Dante e per il cinema da Anthony Minghella per “Il talento di Mr. Ripley” – e le novità più recenti (fra cui l’inedita “Cori miu” ), in cui gli arrangiamenti, oltre ai consueti incastri vocali, saz, ghironda, harmonium e chitarre, si arricchiscono del contributo espressivo e contemporaneo di Betta mediato al piano e al violoncello dalle due giovani musiciste. “Uno spettacolo nello spettacolo – spiega il presidente dell’Associazione Culturale Darshan, Mario Gulisano - dove l’eredità degli antichi canti viene evocata e sospesa in un paesaggio di frammenti melodici, schegge di suoni e immagini delle musiche del nostro tempo”.

(28 marzo 2011)

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