Martedì 19 giugno alle 21 al Palazzo Impellizzeri, via Maestranza 99, Siracusa, prosegue la rassegna cinematografica organizzata dalla facoltà di Architettura e dal Dipartimento di Analisi, rappresentazione e progetto (Arp), dal titolo: Tra cinema e architettura. La manifestazione é curata dal prof. Carlo Truppi, ordinario di Tecnologia e direttore dell'Arp di Siracusa, con la collaborazione di Alessandra Guarino, docente di Cinema, fotografia e televisione. Il film proiettato sarà Crimini invisibili di Wim Wenders (Fra-Ger 1971).
Programma
mercoledì 30 maggio - Lost in translation di Sofia Coppola (Usa 2003)
mercoledì 6 giugno - La sconosciuta di Giuseppe Tornatore (Ita-Fra 2006)
martedì 12 giugno - Arancia Meccanica di Stanley Kubrick (Gbr 1971)
martedì 19 giugno - Crimini invisibili di Wim Wenders (Fra-Ger 1971)
mercoledì 27 giugno - Nostalghia di Andrei Tarkovskij (Ita-Fra-Urss-1983)
Crimini invisibili (The End of violence) Il titolo del suo film che racconta non la violenza ma la rappresentazione della violenza, dice Wenders, è naturalmente ironico, oppure è l'espressione d'un desiderio: “La violenza non finisce. Da sempre è la nostra parte malsana, nel cinema come nella realtà”. Nel film è anche il cuore d'un complotto. Nel suo laboratorio solitario su una collina di Los Angeles, lo scienziato Gabriel Byrne, figlio dell'iperviolento regista Sam Fuller, va creando in segreto per incarico delle autorità un sistema elettronico di supercontrollo della città destinato a provocare “una diminuzione radicale del crimine”: ma ogni sistema istituzionale anticrimine degenera, diventa criminale oppure si lascia conquistare dal crimine che finisce per controllare i suoi controllori. Il potente produttore hollywoodiano di film violenti d'avanguardia Bill Pullman potrebbe conoscere il segretissimo progetto: lo rapiscono; mentre i rapitori risultano decapitati, lui si libera; viene curato e accolto da una calda, allegra e solidale famiglia ispanica, descritta con la goffa convenzionalità tipica dei tedeschi quando hanno a che fare con i latini; tra quelle buone persone ritrova il vero senso della vita e un sentire umano. Cambia pure la moglie del produttore, la meravigliosa Andie MacDowell: se prima era scontenta della arida esistenza lussuosa regalatale dai prodotti cine-violenti del marito, dopo la scomparsa di lui ne eredita il potere e prende il comando con dura efficienza, dimostrando che come padroni le donne non sono meno spietate degli uomini. Tutti i personaggi (anche il poliziotto che indaga, l'ex controfigura divenuta attrice, la cameriera-spia salvadoregna che porta sul corpo le cicatrici della violenza politica) subiscono una mutazione prima dello scioglimento della vicenda. Come ne Lo stato delle cose: storia confusa, sentimento forte, intenzioni buone. Ma il talento di Wenders sta altrove: negli intrichi autostradali di Los Angeles stupendamente filmati in cinemascope, negli interni esplorati alla maniera di Antonioni, nell'eleganza delle immagini, nei paesaggi metropolitani ricostruiti a imitazione di Nighthawks, il dipinto più famoso di Edward Hopper, nei momenti sospesi di solitudine, malinconia, sfinimento.
(19 giugno 2007)