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Pat Metheny & Brad Mehldau

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Domenica 22 luglio alle 22 il chitarrista Pat Metheny e il pianista Brad Mehldau saranno in tour al Teatro Greco di Taormina

Domenica 22 luglio alle 22 il chitarrista Pat Metheny e il pianista Brad Mehldau saranno in tour al Teatro Greco di Taormina per promuovere il disco Metheny-Mehldau in quartetto con Larry Grenadier al contrabbasso e Jeff Ballard alla batteria. Metheny - Mehldau è la cronaca dell'incontro ad alto rischio non solo tra due personalità particolarmente spiccate, ma soprattutto tra due strumenti - la chitarra di Pat e il pianoforte di Brad - destinati da sempre a percorrere binari paralleli nella storia del jazz. Il pianoforte e la chitarra in genere non si sposano per ragioni di timbro e di sovrapposizioni armoniche e melodiche. C'è una sfida vera, dunque, dietro un progetto a sua volta vero al punto che Metheny paragona l'incontro con Mehldau alle esperienze vissute con il contrabbassista Charlie Haden (Beyond The Missouri Sky, 1996) e il chitarrista Jim Hall (Jim Hall & Pat Metheny, 1999).  In pochi mesi la coppia ha inciso due dischi, uno in duo e l’altro in quartetto, che riflettono benissimo il livello raggiunto di empatia, di affinità musicale e di orizzonti stilistici comuni.

Pat Metheny è forse il chitarrista più famoso del mondo. La sua enorme popolarità è dovuta a una carriera che l’ha visto protagonista nei più svariati contesti e in tournée continue per il mondo. Poco più che cinquantenne, Pat è chitarrista jazz sin dall’infanzia. Molto presto diventa istruttore al Berklee College di Boston, grazie al celebre vibrafonista Gary Burton. E dal primo disco inciso, nel 1975 accanto a Jaco Pastorius (“Bright Size Life”), il pubblico e la critica lo ha seguito con sempre maggiore interesse e successo, anche nelle imprese più ardue e sperimentali. La sua produzione si sviluppa infatti su più filoni: il “Pat Metheny Group”, i lavori da solista, i duetti e altre partecipazioni. Il “Group” è sicuramente la base di partenza di tutto il bagaglio artistico del chitarrista. Fondato nel 1976 insieme con il tastierista Lyle Mays, è riuscito a forgiare un jazz quanto mai libero e aperto alle più svariate influenze, in particolare quella sudamericana, mettendo comunque sempre in primo piano una forte melodicità e una più complessa armonizzazione. Quando si unirono il bassista Steve Rodby e il batterista Paul Wertico, nel 1981, il Pat Metheny Group ha compiuto un balzo di qualità decisivo, sentendosi più disponibile a collaborazioni di qualsiasi tipo. I duetti rispondono a esigenze diverse, più intime e colloquiali. Pat ha inciso con John Scofield, Charlie Haden, Jim Hall e, da ultimo, Brad Mehldau. Nelle altre situazioni si va dal jazz più autentico (trii con Charlie Haden e Billy Higgins, Dave Holland e Roy Haynes, Larry Grenadier e Bill Stewart) a incontri più d’avanguardia (Ornette Coleman, una delle sue maggiori fonti d’ispirazione, Steve Reich, il Kronos Quartet, Derek Bailey). Ma, qualsiasi cosa stia suonando, Pat Metheny rimane sempre se stesso, innamorato delle sue chitarre e del suo mondo variegato. Un modello per tutte le generazioni seguenti.

Anche Brad Mehldau può essere considerato il mentore dei pianisti dell’ultima generazione. Con una formazione classica alle spalle, si converte giovanissimo al jazz, e fin dai primi anni ’90 ha modo di esibirsi a New York al fianco di musicisti del calibro di Joshua Redman, Jimmy Cobb, Peter Bernstein, Mark Turner. Nel 1994 allestisce un trio con Larry Grenadier e Jorge Rossy che comincia lentamente a rinnovare il lessico di questo tipo di formazione. Bill Evans e Keith Jarrett sono fonti d’ispirazione per una lettura introspettiva, ma in realtà Brad rinnova le strutture armoniche e ritmiche del trio, cura maggiormente il suono d’insieme, apre il repertorio a “intrusioni” del mondo pop/rock, con preferenze verso i brani dei Radiohead, di Nick Drake e dei Beatles. Ogni suo concerto cattura l’attenzione dello spettatore, e se lo strumento è all’altezza l’esibizione può risultare memorabile. Solista eccezionale, dotato di tecnica e tocco sopraffini, Brad Mehldau appare ora il partner ideale di Pat Metheny, l’unico capace di sostenerne al meglio le idee e il fraseggio imprevedibile. E viceversa, in un rimbalzo continuo di suggestioni che, in duo o in quartetto, non potranno che entusiasmare gli ascoltatori.



(22 luglio 2007)

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