Mercoledi 16 maggio alle 21, al centro culture contemporanee Zo, si terrà il terzo appuntamento con “L’Italia che non si vede”, rassegna nazionale di cinema del reale promossa a Catania dall’officina culturale South Media (circolo Ucca).
In programma, per la sezione “L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro” il film documentario di di Fiorella Infascelli
(Italia, 2011, 60 minuti), Pugni chiusi. Febbraio 2009. Un gruppo di operai della Vinyls in cassa integrazione occupa il carcere dell'Asinara per chiedere la riapertura degli impianti e continuare a lavorare. Sembra una battaglia disperata, una protesta estrema, ma poco alla volta, il mondo si accorge di quegli uomini sperduti su un'isola deserta, prigionieri in un carcere abbandonato, e la loro battaglia sindacale tradizionale diventa visibile grazie a strumenti di lotta non tradizionali. Dopo un anno, gli impianti rimangono fermi e sembra che non sia cambiato nulla. In realtà tutto è cambiato. (Primo premio come miglior film documentario alla 68° Mostra Internazionale di Venezia e Osella per la fotografia a Francesco Di Giacomo).
Seguirà la proiezione del film Rimetti a noi i nostri debiti, film documentario di Stefano Aurighi, Davide Lombardi, Paolo Tomassone (Italia, 2011, 46 minuti). Quella degli indignados è una rivolta destinata a spegnersi o è davvero l’inizio della prima rivoluzione globale? Gli “Indignati” italiani sembrano non avere dubbi e dalle vie di Roma, in cui hanno manifestato il 15 ottobre 2011, urlano “la rivoluzione è già iniziata. Quello che vedete è solo un milionesimo di quello che potrà succedere”. Attraverso interviste ai militanti e interventi di esperti,il docu-film mette al centro la lotta del 99% degli abitanti del pianete che gli Indignados sostengono di rappresentare.
(16 maggio 2012)