Lunedì 13 maggio alle 17:30, nel Coro di notte del Monastero dei Benedettini, il dipartimento di Scienze Umanistiche e la Società Catanese Amici della Musica, presentano l'iniziativa Journal de mes mélodies. Omaggio a Francis Poulenc nel cinquantenario della morte.
"Non ho mai scritto nulla per premeditazione estetica: la trasposizione musicale di una poesia dev'essere un atto d'amore, e mai un matrimonio di convenienza". In termini tanto schietti e concreti si esprimeva Francis Poulenc, nel corso di un'intervista radiofonica, a proposito della sua attività compositiva. Musicista tra i più importanti del panorama musicale francese del Novecento, Francis Poulenc è morto cinquant'anni or sono, il 30 gennaio del 1963, lasciando un insostituibile testamento spirituale: la breve ma significativa esperienza con il Gruppo dei Sei, negli anni tra le due Guerre mondiali, i grandi capolavori del teatro musicale (dalle Mamelles de Tirésias, su un libretto surrealista di Guillaume Apollinaire, sino a La Voix humaine, vibrante monodramma su testo di Jean Cocteau, passando attraverso i Dialogues des Carmélites, l'espressione più alta della sua fervente fede cattolica), il ricco catalogo di mélodies per voce e pianoforte.
Proprio questo repertorio, forte di oltre duecento titoli, sarà al centro dell'Omaggio a Francis Poulenc nel cinquantenario della morte, frutto della sinergia tra le Cattedre di Storia della musica (prof.ssa Maria Rosa De Luca) e di Estetica della musica (prof.ssa Graziella Seminara) del Dipartimento di Scienze umanistiche dell'Università di Catania e la Società Catanese Amici della Musica. Nel corso di una lezione-concerto verranno infatti esplorate pagine del Diario delle mie melodie, una raccolta di testi in cui il musicista francese sintetizza il senso delle sue scelte artistiche, evoca i rapporti con gli scrittori prediletti, fornisce preziose indicazioni agli interpreti sul modo di intonare le sue mélodies per voce e pianoforte, autentiche gemme su testi di Jean Moréas, Max Jacob, Paul Eluard, Louise de Vilmorin e Guillaume Apollinaire.
Al termine del concerto verrà eseguita una delle più celebri composizioni da camera di Poulenc, la Sonata per flauto e pianoforte, composta nel 1957 e dedicata ad Elizabeth Sprague Coolidge, una mecenate statunitense, fondatrice del Festival di Tanglewood.
Ad eseguire i brani sarà il soprano Claudia Caristi, diplomata in canto e laureata in Lettere, vincitrice di numerosi concorsi di canto internazionali, che ha perfezionato la tecnica vocale all'Accademia di Osimo e ai corsi di Rodolfo Celletti a Martina Franca. Accanto alle frequentazioni operistiche sono da segnalare l'impegno nel repertorio rinascimentale e barocco e la partecipazione alle master class del Centre International de l'Académie Francis Poulenc di Tours. Sarà accompagnata al pianoforte da Maurizio Innocenti, diplomato in pianoforte al Conservatorio "Cherubini" di Firenze, perfezionatosi all'Accademia Chigiana di Siena. Flauto solista sarà il giovanissimo Andrea Maria Virzì, già vincitore del Concorso "Città di Matera" e del "Concorso Flegreo" di Napoli. Ampi stralci dagli scritti di Poulenc, infine, saranno letti da Alessandra Lombardo, da anni impegnata in una brillante carriera internazionale tanto sui palcoscenici lirici come su quelli di prosa.
(13 maggio 2013)