Lunedì 19 novembre alle 12 alla libreria Cavallotto, corso Sicilia 91, il regista Pasquale Scimeca, insieme all'attrice Lucia Sardo e al critico e storico del cinema Sebastiano Gesù approfondiranno la tematica affrontata dalla pellicola Rosso Malpelo, e presenteranno un progetto che coinvolge le scuole della provincia di Catania. L'incontro, aperto al pubblico, è organizzato dalle librerie Cavallotto che hanno voluto promuovere e presentare il progetto cinematografico agli intervenuti, mettendo a disposizione gli spazi del loro centro culturale.
Per un' intera settimana, infatti, diverse scolaresche avranno l'opportunità di assistere alla proiezione del film, grazie alla collaborazione di Multisala Planet e delle Librerie Cavallotto.
Rosso Malpelo è un film di denuncia, tratto dalla nota novella verghiana. Una storia ambientata però nel presente, quello di tutti i bambini costretti a lavorare, in ogni parte del mondo, in condizioni del tutto simili alla schiavitù. Il film è parte di un progetto più ampio, curato dal Ministero della Solidarietà sociale, con l'obiettivo concreto di aiutare migliaia di bambini boliviani che ogni giorno, come il Rosso Malpelo di Verga, si trovano a soffrire e, a volte, anche morire lavorando in condizioni disumane. La pellicola, girata in territorio ennese, tra Sperlinga e le antiche miniere oggi sede del parco di Grottacalda-Floristella, si presenta come strumento di sensibilizzazione e informazione sul tema del lavoro minorile.
La nota novella di Giovanni Verga diviene così rappresentazione e metafora dello sfruttamento dei bambini costretti tutt'oggi a lavorare nelle miniere in alcuni paesi del sud America e dell'Asia. Ma "Rosso Malpelo" è anche parte di un ambizioso progetto rivolto ai piccoli di due comuni boliviani nel Potosì, regione mineraria tra le più depresse della Bolivia, dove vengono ancora sfruttati molti minori che fanno parte di quell'esercito di un milione di bambini e adolescenti minatori denunciato dall'Oil - Organizzazione Internazionale del Lavoro - e che rappresenta una tra le più intollerabili forme di sfruttamento umano. Gli utili del film - grazie anche al contributo degli attori e della troupe, che hanno accettato di essere pagati al minimo sindacale - garantiranno, attraverso un conto aperto presso la Banca Etica, scuola e cibo ai piccoli lavoratori dei due comuni di Atocha e Cotagaita della poverissima regione del Potosì, in Bolivia.
(19 novembre 2007)