Venerdì 5 dicembre alle 20:30, al CUT - Centro Universitario Teatrale, si tiene la performance teatrale e musicale "Libellula Nera", un dialogo impossibile tra Rosa Balistreri e Ignazio Buttitta focalizzato sulla ricerca sul rapporto poetico e tematico che intercorre tra questi due illustri autori siciliani.
Balistreri e Buttitta hanno condiviso non solo la contemporaneità di azione ma anche la condivisione di temi e in molti casi l’utilizzo delle stesse parole, la stessa sintassi, per affrontare delle tematiche centrali in quella che era la Sicilia e l’Italia a cavallo tra gli anni 60,70 e inizi 80.
Il poeta di Aspra, amico e compaesano di Renato Guttuso, corregionale e interlocutore di Leonardo Sciascia, che operava già dai primi anni sessanta, si fa mentore e in qualche maniera scopritore del talento di una giovane cantante popolare che con la sua voce e tempra unica, nel panorama della musica popolare italiana, porta a conoscenza di un pubblico più vasto, come si direbbe oggi, più “pop” i temi dei lavoratori delle miniere di zolfo, dello sfruttamento del lavoro nei campi, le tematiche legate alla presenza della mafia, la subalternità delle classi meno abbienti, il sopruso della mala politica, utilizzando come mezzo espressivo, dunque rivitalizzandolo, il dialetto siciliano.
Gli studenti attraverso la nostra opera, per mezzo delle parole di Buttitta e Balistreri, nello specifico filtrate dallo sguardo critico di Pier Paolo Pasolini e di Leonardo Sciascia, che compaiono nella nostra drammaturgia, approfondiranno le tematiche legate alla salvaguardia della cultura popolare siciliana e il rischio della perdita della conoscenza e dunque dell’utilizzo del dialetto siciliano.
Pasolini nella raccolta postuma "Scritti Corsari" analizza un aspetto critico dell’opera di Buttitta, che risuona ancora attuale, ovvero la perdita del dialetto “come uno dei momenti più dolorosi della perdita della realtà…e della cultura particolare che esso esprimeva”. Mentre Leonardo Sciascia nell’introduzione alla raccolta di poesie “Io faccio il poeta” (Feltrinelli, Milano, 1972), pone in evidenza le qualità del poeta Ignazio Buttitta, sottolineando la reazione del poeta all’omologazione culturale. Tutto questo, nel racconto, viene sintetizzato dall’esperienza della cantautrice Rosa Balistreri nel suo passaggio alla kermes canora più popolare d’Italia, il Festival di Sanremo, fotografia essa stessa di un mondo che stava cambiando.
Questi alcuni dei punti toccati da Libellula Nera, oltra alla cruda reinterpretazione dei versi di Ignazio Buttitta e delle canzoni di Rosa Balistreri, che in molti casi furono scritte dallo stesso poeta, in una collaborazione rimasta unica nel suo genere.
Intero: 5 euro
Ridotto studenti: 3 euro
(05 dicembre 2025)