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Il principio di effettività nell'evoluzione della giurisprudenza amministrativa

Venerdì 6 marzo alle 16, nell'aula magna del Palazzo centrale dell'Università, lectio magistralis del magistrato Luigi Maruotti, Presidente del Consiglio di Stato

Venerdì 6 marzo alle 16, nell'aula magna del Palazzo centrale d'Ateneo, si terrà la lectio magistralis del magistrato Luigi Maruotti, Presidente del Consiglio di Stato, dal titolo “Il principio di effettività nell’evoluzione della giurisprudenza amministrativa”.

L’incontro è promosso nell’ambito del Piano per la ricerca di Ateneo – Progetto NUOV.DIR.ROB.ALG. e sarà introdotto da Franco Gaetano Scoca, emerito dell’Università di Roma “La Sapienza”.

Porteranno i saluti istituzionali Enrico Foti (rettore del'Università di Catania), Enrico Trantino (sindaco di Catania), Pietro Signoriello (prefetto di Catania), Antonino Liberto Porracciolo (presidente della Corte di Appello di Catania), Pancrazio Maria Savasta (presidente del Tar Sicilia - Sezione di Catania), Angela Palazzo (avvocato distrettuale dello Stato), Mariano Sciacca (presidente del Tribunale), Francesco Curcio (procuratore della Repubblica), Antonino Guido Distefano (presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati) e Salvatore Zappalà (direttore del dipartimento di Giurisprudenza).

Il tema

Nel diritto amministrativo italiano il principio di effettività esprime un’idea chiara e decisiva: i diritti riconosciuti ai cittadini devono poter essere esercitati davvero. Non è sufficiente che l’ordinamento preveda, in astratto, un rimedio contro un atto illegittimo della pubblica amministrazione; quel rimedio deve essere concreto, tempestivo e capace di ripristinare integralmente la situazione lesa, evitando che il cittadino resti esposto a nuove inerzie o a provvedimenti sostanzialmente analoghi.

A partire dalla Costituzione - in particolare dagli articoli 24 e 113, che garantiscono la tutela giurisdizionale contro gli atti della pubblica amministrazione - e grazie all’impulso proveniente dal diritto dell’Unione europea, la giurisprudenza ha progressivamente ampliato i poteri del giudice amministrativo. 

La Corte di giustizia dell’Unione europea ha più volte ribadito che i rimedi nazionali devono essere effettivi e dissuasivi, soprattutto in ambiti sensibili come gli appalti pubblici e la concorrenza. Ne è derivata una concezione della giustizia amministrativa non più limitata a un controllo meramente formale di legittimità, ma orientata a garantire risultati concreti e sostanziali.

Il principio di effettività, tuttavia, implica un delicato equilibrio. Da un lato, occorre assicurare una tutela piena dei diritti; dall’altro, è necessario rispettare la discrezionalità amministrativa, che costituisce un elemento fisiologico dell’azione pubblica. La giurisprudenza ha quindi elaborato criteri volti a distinguere il sindacato di legittimità dalla indebita sostituzione del giudice all’amministrazione.

L’evoluzione della giurisprudenza amministrativa dimostra come il principio di effettività sia divenuto una vera e propria bussola interpretativa: la giustizia amministrativa si è progressivamente trasformata da sistema centrato sull’atto a sistema orientato alla tutela sostanziale delle situazioni giuridiche soggettive. 

In un contesto in cui il dibattito pubblico richiama con forza i valori della trasparenza, della responsabilità e della buona amministrazione, l’effettività della tutela giurisdizionale rappresenta non solo una garanzia tecnica, ma un presidio imprescindibile dello Stato di diritto.

(06 marzo 2026)

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