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Abitare fuori posto - Una cosa stupida

Sabato 25 aprile alle 20, nella sala “Della Notte” del Palazzo Platamone, secondo appuntamento con la rassegna itinerante “Abitare, infinito presente ’26”, a cura di Officine Culturali, Claudia Cantale e Teresa Graziano, in collaborazione con Catania Book Festival e Società Geografica Italiana

Sabato 25 aprile alle 20, nella "Sala della Notte” del Palazzo Platamone, si tiene il secondo appuntamento della rassegna itinerante “Abitare, infinito presente ’26”. Al centro della riflessione del secondo appuntamento, a cura di Officine Culturali, Claudia Cantale e Teresa Graziano, c’è il romanzo “Una cosa stupida” (Mondadori) di Alice Valeria Oliveri, che diventa la mappa per esplorare cosa accade quando il luogo in cui si vive non corrisponde alle coordinate con cui si è cresciuti. Adriana Franco, la protagonista del romanzo, abita una città che la rifiuta e che rifiuta. Lavora in una redazione che la svuota. Guadagna appena abbastanza per la spesa e una stanza in condivisione. È fuori posto: geograficamente, socialmente, sentimentalmente.

Il romanzo ci permette di leggere, attraverso la sua protagonista, una trasformazione più vasta e meno personale: quella di una città che aveva fatto della musica e della cultura il proprio motore di rinascita, un polo che aveva alimentato l’idea, quasi una vocazione, di poter diventare un centro artistico e culturale, e che ora rivela il volto di un’industria piegata alle logiche algoritmiche del mercato. Chi non si adatta all’aziendalismo e al produttivismo delle piattaforme resta fuori, ma chi si adatta – senza il capitale sociale giusto – resta comunque ai margini, schiacciato da un sistema che promette visibilità e produce esclusione. La città non è uno sfondo: è prodotto e produttrice delle industrie culturali e creative, uno spazio che trasforma la creatività in rendita e l’appartenenza in accesso.

Partendo da “Una cosa stupida” di Alice Valeria Oliveri, il secondo incontro della rassegna esplorerà il tema dello spaesamento come condizione strutturale del presente: cosa significa cercare appartenenza in una città che non risponde, abitare uno spazio senza riconoscersi, costruire un’identità quando le coordinate spaziali, affettive e professionali continuano a spostarsi? E ancora: come le grandi città plasmano i corpi e le aspettative di chi le abita, rispecchiando o tradendo lo spazio interiore di ciascuno?

Con Alice Valeria Oliveri (autrice e giornalista) converseranno Claudia Cantale (sociologa dei processi culturali e comunicativi, Università di Catania) e Teresa Graziano (geografa economico-politica, Università di Catania).La presentazione è il punto di partenza per una riflessione collettiva: un dialogo a più voci su identità, appartenenza e disillusione, e lo scontro tra vocazione artistica e produttivismo, meritocrazia e socialità, in cui ogni persona presente sarà invitata a riconoscersi, prendere parola e contribuire a costruire nuove mappe dell’abitare.

Per la partecipazione al Catania Book Festival è previsto un biglietto d’ingresso. Per gli studenti e le studentesse dell’Università di Catania i biglietti e l’abbonamento sono ridotti. Tutti i dettagli su 

Gli incontri

Il terzo appuntamento è previsto per sabato 23 maggio, a Villa Cerami con “Abitare neurodivergente”, a partire dal volume "La città autistica" di Alberto Vanolo.

Il quarto incontro è fissato sabato 20 giugno alle 17.30, al Giardino di Via Biblioteca, con “Abitare ai margini” con Open Catania, a partire da "Gay Bar. Perché uscivamo la notte" di Jeremy Atherton Lin.

L'ultimo incontro sarà a novembre con “Abitare città altrui”, a partire da "Abitare il vortice. Come le città hanno perduto il senso e come fare per ritrovarlo" di Bertram Niessen.

(25 aprile 2026)

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