Venerdì 20 giugno alle 9:30, l’Auditorium "Giancarlo De Carlo" del Monastero dei Benedettini di Catania ospiterà la giornata divulgativa dal titolo “Approcci etici in ambiti di ricerca: la continuità ontologica nelle scienze empiriche”, promossa dall’Università di Catania.
L’iniziativa intende aprire un momento di riflessione interdisciplinare sul rapporto tra ricerca scientifica, innovazione tecnologica ed etica, con particolare attenzione all’impiego degli animali nella sperimentazione scientifica.
Attraverso contributi provenienti dall’ambito scientifico, filosofico e giuridico, l’evento analizzerà i limiti e le prospettive delle scienze empiriche alla luce di una crescente sensibilità verso il benessere animale e i nuovi approcci metodologici alternativi.
Nel corso della mattinata si discuterà del ruolo delle New Approach Methodologies (NAMs), delle strategie promosse dal Centro Interuniversitario 3R – replacement, reduction, refinement – e delle implicazioni etiche connesse alla sperimentazione animale, in linea con la Direttiva Europea 2010/63/UE.
Ad aprire i lavori saranno i saluti istituzionali di Rosario Pignatello (direttore del Dipartimento di Scienze del Farmaco e della Salute) e Stefania Rimini, direttrice del Dipartimento di Scienze Umanistiche. Seguiranno gli interventi di studiosi/e, ricercatori, ricercatrici ed esperti/e del settore.
La giornata si concluderà con una tavola rotonda dedicata al tema “Fuori da ogni contesto di prigionia: il punto di vista animale”, occasione di confronto tra mondo accademico, associazioni e realtà impegnate nella tutela degli animali.
La giornata si propone quindi di trattare la questione dell’impiego degli animali nella ricerca scientifica attraverso una lente “filosofica post-umanista” che apra al superamento della dicotomia umano/animale e ponga l'accento sulla fluidità e sulla interconnessione della vita.
Le tematiche affrontate offriranno spunti di riflessione per riconsiderare lo status morale degli animali non umani, la loro soggettività, non assegnata ma innata, e i limiti delle nostre categorizzazioni che intrappolano gli esseri viventi dentro categorie ontologiche arbitrarie.
Tutto ciò ostacola la comprensione di una continuità ontologica dei viventi e rischia di legittimare atti indegni in virtù di una negata soggettività.
Riscoprire il concetto di “animalità” e riconsiderare che, in quanto agenti morali possiamo agire in modo morale, ridefinisce i confini entro i quali la scienza può muoversi e apre il cammino per realizzare un mondo equo e giusto.
(20 giugno 2026)