Giovedì 15 ottobre alle 16, nell'aula 252 del Monastero dei Benedettini, si tiene il seminario "Principe, schiavo, gesuita: le identità di Baldassarre Loyola (1631-1667) nel Mediterraneo del Seicento" tenuto da Emanuele Colombo (Boston College), primo appuntamento del ciclo "Poteri e identità" organizzato dal CHISPO - Center for the History of Power (Fondazione Giarrizzo - Università di Catania) con il coinvolgimento dei Dipartimenti di Scienze umanistiche, Scienze della Formazione e Scienze politiche e sociali.
Nato principe musulmano a Fez, reso schiavo dai Cavalieri di Malta, convertito al cristianesimo, divenuto sacerdote gesuita e missionario tra gli schiavi musulmani della Penisola italiana, morto in odore di santità alla Corte di Madrid: la vicenda di Baldassarre Loyola Mandes attraversa una straordinaria varietà di poteri, appartenenze e forme di convivenza: sangue e dinastia, religione e conversione, libertà e schiavitù, ingresso in un ordine religioso e accesso a una rete sovranazionale.
Baldassarre incarna la permeabilità delle frontiere identitarie nel Mediterraneo. Attraverso una ricca documentazione— lettere, biografie, rappresentazioni iconografiche e un dramma sacro di Calderón de la Barca — il seminario ricostruisce la parabola di Baldassarre Loyola e il modo in cui i contemporanei ne fecero un simbolo: prova della superiorità della fede cristiana, ma anche figura inquieta, sospesa tra due mondi che la sua stessa esistenza metteva in relazione.
Nell’età moderna, l’Europa e il Mediterraneo sono attraversati da una straordinaria varietà di poteri, appartenenze e forme di convivenza. Monarchie e repubbliche, città e comunità, Chiese e imperi, territori e reti sovralocali costruiscono spazi nei quali gli individui e i gruppi vengono riconosciuti, distinti e collocati.
Famiglia, religione, ceto, professione, lingua e luogo di origine contribuiscono a definire identità che non sono mai separate dai contesti nei quali prendono forma.
Il rapporto tra poteri e identità permette così di osservare, su scala europea e mediterranea, come le società dell’età moderna elaborino differenze, appartenenze e forme di riconoscimento. Al tempo stesso, guerre, confini, scambi, migrazioni, relazioni dinastiche e circolazione di persone e idee mettono continuamente in relazione mondi diversi.
I quattro incontri del ciclo affronteranno queste dinamiche attraverso contesti e prospettive differenti, mettendo in dialogo esperienze storiche lontane ma accomunate dalla necessità di definire chi appartiene, chi rappresenta il potere e secondo quali criteri. Un percorso che guarda all’Europa e al Mediterraneo come a uno spazio plurale, nel quale poteri e identità si incontrano, si sovrappongono e talvolta entrano in conflitto.
Gli incontri favoriscono il confronto nella comunità scientifica, avendo come uno dei perni del dibattito storiografico europeo Catania ed il suo Ateneo, come da sua tradizione.
(15 ottobre 2026)