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Costruire la gloria, difendere la memoria. I marchesi di Villena al servizio della monarchia spagnola nei regni

Mercoledì 28 ottobre alle 16, nell'aula 252 del Monastero dei Benedettini, seminario di Isabel Enciso Alonso-Muñumer (Universidad Rey Juan Carlos - Madrid), nell’ambito del ciclo di seminari interdisciplinari “Poteri e identità”

Mercoledì 28 ottobre alle 16, nell'aula 252 del Monastero dei Benedettini, si tiene il seminario "Costruire la gloria, difendere la memoria. I marchesi di Villena al servizio della monarchia spagnola nei regni" tenuto da Isabel Enciso Alonso-Muñumer (Universidad Rey Juan Carlos - Madrid), secondo appuntamento del ciclo "Poteri e identità" organizzato dal CHISPO - Center for the History of Power (Fondazione Giarrizzo - Università di Catania) con il coinvolgimento dei Dipartimenti di Scienze umanistiche, Scienze della Formazione e Scienze politiche e sociali.

Il tema

Il testo analizza la proiezione del casato Pacheco Acuña nell´ambito di una Monarchia globale come quella degli Asburgo. 

Il VII e il VIII marchese di Villena sono esempi di nobili con traiettorie verso entrambi i mondi. La loro gloria si fondava sulla memoria degli antenati, custodita nei libri e negli Archi trionfali della Nuova Spagna e di Napoli, quando esercitavano la funzione di rappresentanti del re. 

Nelle Indie, il casato rimase legato all´aquila messicana e ai simboli mitologici e biblici di Mercurio e Zorobabele, mentre, a Napoli l'immagine del VIII marchese rimase legata alle genalogie pubblicate nel regno e alla sua memoria come fedele militare, difensore del regno e servitore del re. 

In entrambi i casi, vi furono critiche alle quali dovettero rispondere con nuovi scritti. Essi volevano preservare un´eredità di lealtà, che non sempre si era schierata dalla parte giusta.  

Poteri e identità

Nell’età moderna, l’Europa e il Mediterraneo sono attraversati da una straordinaria varietà di poteri, appartenenze e forme di convivenza. Monarchie e repubbliche, città e comunità, Chiese e imperi, territori e reti sovralocali costruiscono spazi nei quali gli individui e i gruppi vengono riconosciuti, distinti e collocati.

Famiglia, religione, ceto, professione, lingua e luogo di origine contribuiscono a definire identità che non sono mai separate dai contesti nei quali prendono forma.

Il rapporto tra poteri e identità permette così di osservare, su scala europea e mediterranea, come le società dell’età moderna elaborino differenze, appartenenze e forme di riconoscimento. Al tempo stesso, guerre, confini, scambi, migrazioni, relazioni dinastiche e circolazione di persone e idee mettono continuamente in relazione mondi diversi.

I quattro incontri del ciclo affronteranno queste dinamiche attraverso contesti e prospettive differenti, mettendo in dialogo esperienze storiche lontane ma accomunate dalla necessità di definire chi appartiene, chi rappresenta il potere e secondo quali criteri. Un percorso che guarda all’Europa e al Mediterraneo come a uno spazio plurale, nel quale poteri e identità si incontrano, si sovrappongono e talvolta entrano in conflitto.

Gli incontri favoriscono il confronto nella comunità scientifica, avendo come uno dei perni del dibattito storiografico europeo Catania ed il suo Ateneo, come da sua tradizione.

(28 ottobre 2026)

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