Lunedi 12 marzo alle 10,30 nell'Antirefettorio dell'ex Monastero dei Benedettini (ingresso da via Biblioteca 11), inaugura la mostra Le Pretiose merci della Sapientia, organizzata dalla Regione Siciliana (assessorato dei Beni culturali e ambientali e della Pubblica istruzione) e dal Dipartimento regionale ai Beni culturali e ambientali e educazione permanente.
La mostra, che resterà aperta fino al 12 aprile, è stata curata dall'arch. Salvatore Rizzo della Direzione del servizio per i Beni bibliografici e archivistici della Soprintendenza di Caltanissetta. All'inaugurazione interverranno la soprintendente di Caltanissetta, e direttrice della mostra Rosalba Panvini e Romeo Palma, direttore generale del Dipartimento BB.CC.AA., mentre le autrici della ricerca introdurranno al percorso della mostra.
La mostra ha avuto una prima edizione a Caltanissetta nel 2006. La ricerca ha avuto inizio circa dieci anni fa con il rinvenimento fortuito, tra i documenti dell'Archivio di Stato di Caltanissetta (da parte di Rosanna Zaffuto Rovello) dell'inventario post mortem del Principe Francesco Moncada di Caltanissetta, inventario in cui, insieme a gioielli e abiti, cavalli di razza e argenterie, venivano elencati ben 700 libri: la biblioteca più fornita ritrovata sino ad ora nella Sicilia del Cinquecento.
Il confronto tra questa biblioteca e le altre di proprietà dei notabili nisseni dello stesso periodo storico ha fornito molti elementi per ricostruire la temperie culturale della città di Caltanissetta, che, a differenza di quanto si pensa comunemente, era vivace e aperta alle novità editoriale del tempo.
Il microcosmo nisseno offre, anzi, uno spaccato, sotto vari aspetti significativo di quella "cultura del Rinascimento", in quest'isola al centro del Mediterraneo, sospesa tra mondo spagnolo e tradizione culturale italiana. Protagonista della vita culturale nissena, nell'ultimo quarto del secolo XVI è il principe Francesco Moncada, mecenate, e artista egli stesso, uomo colto, morto a soli 23 anni nel 1592. Egli intorno a sé aveva coagulato una schiera di artisti e letterati formando un vero e proprio cenacolo.
In diversi anni di studio la Zaffuto, con la collaborazione della Prof.ssa Patrizia Miraglia, ha ricostruito ed identificato quasi tutte le opere citate negli inventari notarili della fine del Cinquecento e ne è venuto fuori un corposo saggio dal titolo "Le
Pretiose merci della sapientia". Il titolo deriva da una espressione dell'Abbate Agostino della Lengueglia che descrivendo
la vita del giovane principe, dice che egli frequentava tanti artisti e letterati e commerciava con essi le pretiose merci della sapientia e delle dottrine. Da questa ricerca è nata l'idea della mostra: rintracciare presso le biblioteche nissene
quanto è rimasto del patrimonio librario dell'epoca. Ed infatti la Biblioteca Comunale Scarabelli, l'Archivio di Stato, la Biblioteca del Museo Diocesano e dell'Abbazia S. Spirito hanno concesso il prestito delle opere.
La maggior parte delle cinquecentine in mostra sono gli stessi libri presenti negli elenchi post mortem, anche se non possiamo essere sicuri che si tratti proprio della stessa copia annotata dal notaio. Infatti, questi volumi provengono dalle corporazioni religiose soppresse, quindi facevano parte delle biblioteche dei conventi e monasteri a cui erano giunti, nella maggior parte dei casi, tramite lasciti e donazioni di privati. La mostra è organizzata secondo i generi letterari (le opere filosofiche, quelle giuridiche) e comprende, tranne poche eccezioni, libri pubblicati nell'arco del Cinquecento.
(12 aprile 2007)