Sabato 7 novembre alle 21 al Centro Culture Contemporanee Zo (piazzale Asia) si svolgerà il concerto interculturale per zampogne ed aerofoni a bordone Rami che cantano. Sicilia incontra il Mondo 3. Parteciperanno: Sostene Puglisi (ciaramedda a paru, Peloritani, Sicilia), Djalu Gurruwiwi (didjeridoo, Australia), Andrea Pisu (launeddas e electronettas, Sardegna), Vladisvar Nadishana (kalyuka, futujara, Siberia), Giancarlo Parisi (zampogna cromatica, Messina, Sicilia)
Tommaso Sollazzo, Antonio e Nicola Cortazzo (zampogna a chiave e ciaramella, Cilento, Campania), Fabio Tricomi (marranzano e tamburello, Catania, Sicilia), Ipercussonici & session (Sicilia/world).
L'evento si inserisce nell'ambito del calendario di spettacoli relativi alla 3° edizione del Marranzano World Festival che animerà diversi luoghi del centro storico di Catania con il tema: I rami che cantano. La zampogna in Sicilia e gli aerofoni a bordone.
Presentato dall' Associazione culturale MoMu Mondo di Musica, in stretta collaborazione con numerose altre associazioni, il festival, che si è aperto sabato 31 ottobre al Castello Ursino con l'inaugurazione della mostra di strumenti musicali, per entrare nel vivo da lunedì 5 a giovedì 8 novembre con un fitto calendario di incontri, laboratori, feste e concerti.
Info: mo.mu@tiscali.it
Djalu Gurruwiwi (Australia)
Djalu Gurruwiwi, creatore e suonatore di yidaki (didjeridoo), è uno dei membri più anziani ed importanti del clan dei Galpu dell’etnia Yolngu (considerati i principali custodi dello strumento), e considerato l'ultima figura di culto di Arnhem Land, la terra d’origine di questo antico strumento.
Il ruolo di Djalu nel mondo del didgeridoo gli è stato tramandato dal padre, una celebre guida del clan dei Yolngu, che ha lasciato al figlio in eredità la responsabilità di custodire la cultura legata allo Yidaki, il didgeridoo del clan dei Galpu. Collegate allo Yidaki ci sono molte conoscenze e pratiche culturali sacre e segrete che sono appunto custodite da autorità religiose come Djalu.
Giancarlo Parisi (Messina)
Musicista e autore poliedrico, in costante ricerca, mantiene stretti legami con la tradizione popolare mentre si dedica a progetti che spaziano dalla musica classica al jazz, dal teatro alla musica d’autore.
Diplomatosi in flauto nel 1980 si dedica anche ai saxofoni ed infine al mondo degli aerofoni pastorali come zampogna e friscalettu.
Nell’86 a Milano entra a fare parte della PFM, e da allora si susseguono le collaborazioni con importanti autori della scena nazionale e internazioanale (tra cui Eugenio Finardi, Fabrizio De Andrè, Vittorio Cosma, Mauro Pagani, Stewart Copeland, Faisal Taher, Carmen Consoli)
Ha ideato una versione cromatica della zampogna a paru, realizzata attraverso l’aggiunta di alcune chiavi sulle canne melodiche, che gli permette di sfruttare il suono della zampogna nei più svariati contesti musicali.
Ipercussonici (Catania/World)
Il gruppo catanese che lavora da anni sull’incrocio tra le tradizioni musicali fornirà un supporto ritmico al dialogo tra le diverse culture sonore rappresentate nel festival.
Tommaso Sollazzo, Antonio e Nicola Cortazzo (Cilento/ Campania)
Provenienti dal Cilento, territorio ad alta vocazione musicale, sia per la costruzione degli strumenti tradizionali, sia per la pratica del repertorio, rappresentano la vitalità della musica di tradizione orale perché eredi di una delle più antiche famiglie di suonatori. Utilizzano zampogna a chiave, ciaramella e organetto con i quali eseguono brani strumentali quali pastorali e tarantelle.
(07 novembre 2009)