Venerdì 25 e sabato 26 maggio (ore 21:30 - 23), a Noto, si terrà Hortus mirabilis, lucigraphiae per Noto, un progetto di installazione site specific, nato dalla sinergia tra la Fondazione Teatro Vittorio Emanuele e la Facoltà di Architettura di Siracusa, in collaborazione con Openlab Company (Roma).
L'evento si svolgerà nelle seguenti locations: Palazzo Trigona Sala Gagliardi-terrazza, Palazzo Astuto-cortile, Palazzo Nicolaci-cortile.
Il progetto è di Luca Ruzza | OpenLab Company con Laura Colombo e Pasquale Direse, in collaborazione con Fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto diretto da Corrado Russo, Consorzio Universitario Archimede - Facoltà di Architettura di Siracusa - Corso Spazio Teatro diretto da Vittorio Fiore e Accademia di Belle Arti Val di Noto - Corso di Scenografia diretto da Paolo Midolo e e con il Comune di Noto – Ass.to alla Cultura.
Con la partecipazione di: Sara Annino, Chiara Armeri, Valeria Bongiovanni, Gabriella Bufardeci,Luigi Cappuccio, Andrea Caruso, Vittorio Caruso, Giuseppe Centore, Daniele Chiarandà, Danila Corsaro, Agata Cristaudo, Angela D'Agostino, Maria Pia D'Anna, Luigi Denaro,Gloria Di Paola, Paolo Di Stefano, Saverio Drago, Danilo Filoramo, Alice Finocchiaro, Chiara Franceschino,Jessica Germano, Serena Giudice, Giuseppe Giuffrida, Giorgio Giunta, Angela Granuzzo, Claudio Grasso, Katia Guercio, Giuseppe Iacono, Claudia La Verde, Sebastiana Lauretta, Rosanna Leonardi, Marco Lisitano, Cristiano Lombardo, Luca Emilio Longo, Federica Longo,Valerio Montecchi, Francesca Morgante,Francesca Pappalardo, Veronica Perricone, Ennio Randazzo, Samantha Raiti,Guglielmo Maria Roccasalvo, Ilaria Rubino, Andrea Sagone, Sofia Salemi, Annamaria Santangelo, Jacopo Giovanni Sapienza, Orazio Scalia, Giuseppe ScirèBanchitta, Andrea Sinatra, Chiara Francesca Torrisi, Irene Lucia Tranchina, Elena Trovato, Nicola Vitale, Gianluca Zirone, Mariagiovanna Zisa, Claudio Zisa.
“Spazio Teatro: i luoghi della scena”, giunto al suo quarto anno, si articola nell’ambito di una convenzione 2008/2013 tra la Fondazione Teatro Vittorio Emanuele di Noto, l’Ateneo di Catania - Facoltà di Architettura di Siracusa - ed il Consorzio Universitario Archimede. Partecipa al progetto anche L’Accademia di Belle Arti P.D.A. “Val di Noto”.
Un progetto formativo, terminato in un workshop residenziale, rivolto a studenti che coinvolge artisti, studiosi, docenti universitari, esponenti del mondo della cultura sul rapporto tra teatro e città, sulla riappropriazione e riqualificazione urbana e sociale attraverso il teatro, che ha avuto quale tema per il 2012, Ray of Light: la scena immateriale. Il lavoro si è incentrato sull’allestimento di scenografie virtuali, flessibili e reversibili, nei luoghi della città storica, a partire dall’uso di tecnologie mediatiche, realizzando quello sconfinamento di generi e linguaggi espressivi che caratterizza la recente produzione artistica, anche in assenza di parole e corpi.
Nel progetto per Noto la scelta di un mezzo virtuale, sostenuta dall’innovazione tecnologica, ci guida a sperimentare la fluidità tra le arti come vera generatrice di contaminazione; il filo rosso che unisce le tre installazioni site specific deriva dalla volontà di offrire un breve viaggio onirico alla scoperta di luoghi meno conosciuti allo spettatore - visitatore e/o cittadino di Noto- in una condivisione collettiva di realtà virtuale e realtà dei luoghi,nei quali le valenze squisitamente architettoniche dei luoghi restituiscono una forma di teatro dove i luoghi stessi vengono filtrati, in un gioco d’illusioni, attraverso un setaccio che scava nei caratteri degli elementi costituenti rintracciandone le valenze performative,secondo i presupposti propri dell’Infiorata di Noto. A partire da immagini di fiori, foglie e elementi del mondo vegetale, discretizzate come i fiori reali per i maestri infioratori, si sono elaborate tavolozze su cui valutare non solo le loro caratteristiche strutturali, dalle quali possono derivare infinite texture, quanto le possibilità di arricchimento offerte dal mezzo virtuale:ad esempio il cambio di scala, l’ingigantire, il muovere, il cambiare, la velocità impressa a tali azioni che animano un’infiorata mutevole.
Un’hortus mirabilis, come appunto citato nel titolo, che mostra un plot drammaturgico che ogni spettatore può interpretare; l’uso di tecnologie digitali multimediali porta a raccontare storie, inevitabilmente imbrigliate nello apparato architettonico e decorativo dell’edificio chele ospita,annullando, evidenziando o aumentando la realtà,con un uso sapiente della tecnica del videomapping.
Il visitatore scoprirà, o rivedrà sotto altra veste, per una sera l’inedita facciata laterale della Cattedrale di Noto, nella prospettiva obliqua e dinamica offerta dalla teoria di cupole che termina in uno dei due campanili gemelli, come si può godere solo dalla bella terrazza di Palazzo Trigona, punto d’osservazione privilegiato anche della struttura urbanistica barocca di Noto; i cortili di Palazzo Astuto e Palazzo Nicolaci porterà anche queste antiche residenze netine nell’aura di un sogno, con l’aiuto delle installazioni progettate.
Info: tel. 0931 896659 - corradorusso@fondazioneteatrodinoto.it
(25 maggio 2012)