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Raccontare il patrimonio culturale: didattica museale per i giovani cittadini

Martedì 15 gennaio alle 15:30 (Coro di Notte, Benedettini), secondo seminario del progetto “San Cristoforo, un quartiere da vivere"

La locandina
Martedì 15 gennaio alle 15:30, nel Coro di Notte del Monastero dei Benedettini di Catania, si svolge il secondo appuntamento del ciclo di "Seminari universitari sul patrimonio culturale, la sua storia, la sua gestione e la sua comunicazione", organizzati dal dipartimento di Scienze Umanistiche dell’Università di Catania nel contesto del progetto “San Cristoforo, un quartiere da vivere”, e incentrati sul tema “Il patrimonio culturale identità e risorsa delle città meridionali: dalla promozione alla comunicazione”.

Al secondo appuntamento con il seminario della prof.ssa Maria Antonietta Spadaro, vicepresidente dell'Associazione nazionale degli insegnanti di Storia dell’Arte (Palermo), dal titolo Raccontare il patrimonio culturale: didattica museale per i giovani cittadini, interviene Enrico Iachello, responsabile del progetto per il Disum.

I seminari sono destinati agli operatori del settore dei beni culturali e a coloro i quali nel futuro investiranno in questo campo, valorizzando così le risorse del proprio territorio. Il patrimonio culturale rappresenta infatti un elemento cruciale nella prospettiva di sviluppo sociale, a maggior ragione per i quartieri delle città meridionali dove esso è presente, sia per il potenziale educativo di cui è portatore, sia per il segmento di mercato che l’economia della cultura va progressivamente conquistando. Storici, storici dell’arte ed economisti si confronteranno nei seminari, nel comune intento di comprendere e valorizzare questa indispensabile risorsa, per fornire utili strumenti ai futuri esperti dei beni culturali e per sviluppare modelli di gestione e fruizione il più possibile virtuosi ed efficienti.

Maria Antonietta Spadaro. È nata a Palermo dove vive e lavora. Laureata in Architettura, è docente di Storia dell’Arte al liceo classico. È stata dal 1995 al 2000 consulente al Comune di Palermo per il progetto "Palermo apre le porte. La scuola adotta un monumento", e professore contratto alla facoltà di Architettura dal 1999 al 2002 per i corsi di specializzazione Sissis. È membro del direttivo nazionale dell’Anisa (Associazione nazionale insegnanti di storia dell’arte) e fa parte della delegazione provinciale del Fai (Fondo Ambientale Italiano).

Il progetto. Il progetto “San Cristoforo, un quartiere da vivere” nasce dall’esigenza di rispondere in maniera integrata ai bisogni del territorio, mobilitando forze socio-culturali capaci di esplorare, mobilizzare e valorizzare le risorse presenti nel quartiere e creando un collegamento stabile tra ambiti e risorse differenti. Tale idea è sostenuta da una rete di lavoro operante a San Cristoforo, integrata da altri soggetti specializzati, esterni al quartiere, decisa ad unire le proprie esperienze per favorire lo sviluppo del quartiere, attivando e facilitando i processi partecipativi della comunità locale. È una strategia di sviluppo basata su una logica di propulsione e non solo di mera gestione delle risorse, che sperimenti un sistema capace di sostenersi nel tempo e di catalizzare nuove risorse. Gli ambiti di intervento individuati corrispondono e rispondono ad un sistema infrastrutturale e socio-culturale che generi opportunità di sviluppo, anche economico, perché mette a frutto le risorse locali, coinvolge e recupera le nuove generazioni e i loro mondi vitali, sperimenta processi di partecipazione sociale degli abitanti nei confronti del proprio quartiere e rilancia l’immagine di San Cristoforo come “un quartiere da vivere”.

Il ruolo dell’Università. Il Dipartimento di Scienze Umanistiche ha contribuito al progetto realizzando un censimento dei beni culturali presenti nel quartiere, dei soggetti referenti di tali beni, delle fonti documentali relative, e infine effettuando la progettazione di itinerari turistico-culturali che li collegassero. Si è proceduto – attraverso la compilazione di schede di rilevamento – all’analisi di circa 40 siti e dell’utenza ad essi connessa. È stata così elaborata una proposta di itinerario turistico-culturale trasversale, orientato alla valorizzazione dei siti più conosciuti, ma intrecciato con strutture ex-industriali, alcune palazzine borghesi e alcuni cortili che costituiscono, tutti insieme, una tipologia dello spazio urbano del quartiere.
Gli itinerari saranno riversati su un pieghevole-mappa che sintetizzerà i siti più rappresentativi, permettendo ai fruitori di individuare immediatamente alcuni dei luoghi più interessanti dell’area sud della città.

(15 gennaio 2013)

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